Dimensionamento Città di Castello, Bernardini (PD): “Fatto di gravità inaudita, il governo calpesta lo Stato di diritto”

Dimensionamento Città di Castello, Bernardini (PD): “Fatto di gravità inaudita, il governo calpesta lo Stato di diritto”

“Quello che sta accadendo intorno al dimensionamento scolastico di Città di Castello è un fatto di una gravità inaudita, che calpesta lo Stato di diritto e mette a rischio il futuro di studenti, famiglie e lavoratori a poche settimane dal rientro in aula”. Lo dichiara in una nota il segretario regionale del Partito Democratico dell’Umbria, Damiano Bernardini.
“Come Partito Democratico – continua Bernardini – esprimiamo totale sostegno all’azione della Giunta Regionale e dell’assessore Fabio Barcaioli, così come alla battaglia del sindaco Luca Secondi. La sentenza del TAR dell’Umbria parla chiaro: il piano di tagli e accorpamenti imposto a Città di Castello è illegittimo perché il commissario straordinario del Governo Meloni è andato ben oltre il proprio mandato, ignorando le linee guida della Regione approvate proprio per tutelare quel territorio”.
Secondo il leader del Pd umbro “è inaccettabile che il Ministero e l’Ufficio Scolastico Regionale stiano continuando a procedere come se la sentenza del TAR non esistesse. Siamo davanti a un palese cortocircuito istituzionale, il direttore dell’USR non sta applicando un pronunciamento contrario a un piano che lui stesso ha firmato come commissario. Le sentenze si rispettano sempre, non solo quando fanno comodo alla destra. Al Ministro Valditara non interessano gli studenti, ma solo la difesa dei propri presidi ideologici”.
“Per evitare il caos a settembre – conclude la nota di Bernardini – l’unica via di buon senso è quella indicata dalla Regione Umbria. Condividiamo e facciamo nostra la proposta di congelare l’applicazione del piano contestato, confermare le 131 dirigenze attuali per il prossimo anno scolastico e rinviare ogni decisione all’esito definitivo della vicenda giudiziaria. Fermiamo questo scempio: la scuola umbra ha bisogno di certezze e dignità, non dei soprusi di questo governo”.
Il tour del tesoriere nazionale Michele Fina tocca l’Umbria. Bernardini: “Vogliamo costruire un partito sempre più radicato”

Il tour del tesoriere nazionale Michele Fina tocca l’Umbria. Bernardini: “Vogliamo costruire un partito sempre più radicato”

Si è svolta oggi, giovedì 25 giugno, alle ore 12, presso la Sala conferenze di Palazzo della Penna, in via Prospero Podiani, a Perugia, una conferenza stampa alla presenza del tesoriere nazionale del Partito democratico, il senatore Michele Fina. Sono intervenuti, il segretario regionale Pd Damiano Bernardini e il tesoriere regionale Paolo Baiardini. Al centro della conferenza stampa il tour “Il partito presente” che, dopo le tappe di Bologna, Padova, Firenze, ha coinvolto anche il territorio umbro. Questo percorso nei territori iniziato a gennaio ha l’obiettivo di rafforzare l’impegno per il 2×1000, il rapporto con le sedi e il legame tra i diversi livelli del partito, garantendo un crescente sostegno alle articolazioni regionali, provinciali e locali. “Il 2×1000 – ha spiegato Fina – è la principale forma di finanziamento dell’attività del Pd. Nel 2025 il sostegno dei contribuenti ha raggiunto un risultato record con oltre 10,5 milioni di euro e più di 632.000 scelte, con un incremento del 43% rispetto al 2022. Queste risorse consentono di garantire il funzionamento nazionale del partito, ma soprattutto di rafforzare i territori a cui sono redistribuite: circoli, campagne e iniziative politiche, scuole di formazione per giovani, Feste dell’Unità. Dal 2023 abbiamo destinato ai territori oltre 4,8 milioni di euro. La campagna per il 2×1000 di quest’anno è ancora in corso e ha visto una mobilitazione ampia del partito: 275 video per i social, compreso quello della segretaria Schlein, con il coinvolgimento di parlamentari nazionali ed europei, consiglieri e consigliere regionali, segretari e segretarie regionali e provinciali, amministratrici e amministratori locali, insieme ai Giovani Democratici e alla Conferenza delle Donne Democratiche. A questa, si è affiancata una grande campagna nazionale con affissioni nelle stazioni ferroviarie e nelle metropolitane, sui bus, nelle radio e nelle tv locali, sul web e con materiali dedicati ai territori. Il finanziamento trasparente, partecipato e radicato nei territori non è una scelta organizzativa, ma una questione democratica fondamentale, soprattutto nell’epoca del dominio delle big tech e dell’Ai che condizionano l’opinione pubblica e la politica. Ma non certo la nostra”.
“Quelle del 2×1000 sono risorse fondamentali per proseguire il cammino di radicamento del partito sui territori – ha detto Bernardini – e per tenere vive le nostre sedi e i nostri circoli. Per far sì che la nostra comunità possa essere partecipe della nostra Regione. Avere un presidio ad ogni latitudine della nostra Umbria significa avere delle antenne sui bisogni delle nostre comunità. La sfida odierna è quella che passa inevitabilmente dalla riorganizzazione del sistema sanitario, dal rilancio economico, dalle infrastrutture e dalla valorizzazione culturale. Questo è il ruolo che il Pd vuole svolgere e che riuscirà ad attuare anche grazie a questo importante lavoro sulle risorse”.
“Con l’abolizione del finanziamento pubblico – ha detto il tesoriere regionale Baiardini – i partiti possono essere sostenuti grazie al contributo nella denuncia dei redditi, oppure con le tessere. Vogliamo lavorare ad un partito che sappia sostenersi e che raccoglie tutte le istanze dei territori. Il lavoro che abbiamo messo in campo, la forte sinergia con il Nazionale, ci dà ragione e le donazioni sono aumentate”.
Il PD Umbria aderisce all’Umbria Pride: “I diritti non sono concessioni, sono il fondamento della democrazia”

Il PD Umbria aderisce all’Umbria Pride: “I diritti non sono concessioni, sono il fondamento della democrazia”

Il Partito Democratico dell’Umbria aderisce con convinzione e orgoglio all’Umbria Pride, un momento collettivo di visibilità, di rivendicazione e di libertà che attraversa le nostre strade per affermare un principio semplice e potente: ogni persona ha diritto a vivere pienamente se stessa.
L’Umbria Pride non è soltanto una manifestazione, ma un atto di comunità. È la voce di chi per troppo tempo è stato invisibile, di chi ha dovuto nascondersi, di chi ancora oggi chiede rispetto, dignità e pari diritti. È la testimonianza di una società che vuole essere più giusta, più aperta, più umana.
Il Partito Democratico dell’Umbria sarà presente perché la battaglia per i diritti civili è parte integrante della nostra identità politica. Non esiste libertà vera se qualcuno viene lasciato indietro, se l’amore di alcune persone è considerato meno degno, se le differenze diventano motivo di discriminazione.
“Il Pride – dichiara il segretario regionale del Partito Democratico dell’Umbria, Damiano Bernardini – è prima di tutto un gesto di coraggio collettivo. È la scelta di non voltarsi dall’altra parte di fronte alle discriminazioni, ma di stare dalla parte di chi chiede semplicemente di poter vivere alla luce del sole. Il Partito Democratico dell’Umbria aderisce con convinzione all’Umbria Pride perché i diritti non sono una concessione: sono il fondamento della democrazia.”
“In un tempo in cui troppo spesso il linguaggio pubblico torna a essere divisivo e in cui alcune conquiste sembrano rimesse in discussione, essere presenti al Pride significa ribadire che la politica deve saper proteggere, includere, riconoscere. Significa dire che nessuna persona deve sentirsi sola.”
“L’Umbria – conclude Bernardini – può e deve essere una terra di accoglienza, di rispetto e di libertà. Il Pride è la festa di una comunità che non ha paura delle differenze, ma le riconosce come una ricchezza. Per questo il Partito Democratico sarà al fianco di chi continua a camminare per un futuro di diritti, dignità e uguaglianza.”
Il Partito Democratico dell’Umbria invita cittadine e cittadini a partecipare all’Umbria Pride, per costruire insieme una regione in cui ogni identità sia riconosciuta, ogni amore rispettato, ogni persona libera.
Un nuovo modello di sviluppo per l’Umbria: il Pd apre il confronto con territori e imprese

Un nuovo modello di sviluppo per l’Umbria: il Pd apre il confronto con territori e imprese

Si è svolta questa mattina l’iniziativa promossa dal Partito Democratico dell’Umbria, dal titolo “Umbria, terra di mezzo – identità e innovazione per un nuovo modello di sviluppo sostenibile”, che apre ufficialmente un ciclo di incontri dedicati al futuro economico e produttivo della regione.

L’incontro, che ha visto una larga partecipazione di cittadini, imprese, associazioni di categoria e sindacati, ha preso le mosse da una fotografia senza sconti dello stato di salute dell’economia umbra. Gli interventi che si sono susseguiti – dalla dott.ssa Tondini di Agenzia Umbria Ricerche, a Luca Ferrucci, amministratore di Sviluppumbria, fino a Vinicio Bottacchiari – hanno evidenziato con chiarezza le principali radici della stagnazione economica regionale: bassa produttività, crisi demografica e una carenza strutturale di ecosistemi capaci di individuare e far crescere campioni tecnologici, in grado di consentire alle imprese umbre di risalire gli anelli della catena globale del valore.

Nel suo intervento conclusivo, l’Assessore De Rebotti ha raccolto i contributi emersi dal confronto promosso dal Partito Democratico, confermando l’impegno della Giunta regionale nell’individuazione di nuovi schemi di intervento a sostegno e valorizzazione delle filiere produttive tradizionali, nella consapevolezza che senza innovazione non c’è tenuta industriale nel medio-lungo periodo.

Nel corso dell’iniziativa, il Partito Democratico ha avanzato la proposta di costruire un ecosistema umbro della robotica, capace di aggregare fornitori qualificati e competenze complementari: dall’hardware del territorio ternano, alla meccanica della Valle Umbra, fino al design e alla progettazione del perugino. Un’infrastruttura industriale e culturale pensata per creare massa critica, attrarre investimenti e posizionare l’Umbria su segmenti a più alto valore aggiunto.

Il Partito Democratico, come ha ricordato il segretario Damiano Bernardini, intende ora dare continuità a questo percorso, invitando imprese, professionisti, organizzazioni sindacali e datoriali a contribuire attivamente al confronto, in vista del prossimo incontro, nel quale verranno avanzate proposte operative per delineare un nuovo modello umbro di sviluppo sostenibile, che possa essere un modello di rilancio per i territori di mezzo, esclusi dai grandi circuiti della finanza e dell’innovazione.

Trasporti, PD Umbria: “Sviluppo e coesione passano da un sistema di mobilità moderno, integrato e accessibile”

Trasporti, PD Umbria: “Sviluppo e coesione passano da un sistema di mobilità moderno, integrato e accessibile”

«Il futuro dell’Umbria si gioca anche sulla qualità delle sue infrastrutture e dei suoi collegamenti. Senza un trasporto pubblico efficiente non c’è sviluppo, non c’è equità territoriale e non c’è diritto alla mobilità».

Così Danilo Calabrese, delegato a infrastrutture, trasporti e governo del territorio del Partito Democratico dell’Umbria interviene sul tema del Trasporto Pubblico Locale, rilanciando l’impegno del PD per una strategia strutturale e di lungo periodo.

«L’Umbria non può più permettersi di essere marginale nei grandi flussi di mobilità nazionale – prosegue Calabrese – collegamenti ferroviari adeguati, l’accesso all’Alta Velocità, servizi cadenzati e una vera mobilità metropolitana sono scelte politiche decisive per contrastare lo spopolamento delle aree interne, sostenere il lavoro e rafforzare la competitività del nostro territorio».

Il sistema del Trasporto Pubblico Locale regionale, che comprende servizi su gomma, ferro e mobilità alternativa, sconta da anni criticità strutturali legate alla complessità orografica dell’Umbria, alla frammentazione insediativa e a infrastrutture spesso obsolete. In particolare, pesano l’età del parco rotabile ferroviario, le difficoltà di accesso alle principali direttrici nazionali, la bassa offerta di servizi rispetto alla popolazione e la necessità di un’integrazione modale più efficace.

Il PD ha chiare le questioni più urgenti per l’Umbria: un nodo decisivo riguarda il rischio concreto che i treni umbri perdano l’opportunità di transitare sulla Direttissima, con un conseguente arretramento dell’Umbria nei flussi ferroviari nazionali più veloci e strategici. Evitare questo scenario significa aggiornare la flotta dei treni, con le vetture che raggiungono i 200km/h e avere così accesso diretto alla rete AV. Questi elementi non possono prescindere da una concertazione con le regioni limitrofe, a partire dalla Toscana, che deve tenere conto delle esigenze e degli interessi dell’Umbria nella scelta delle soluzioni. L’ingresso (e il potenziamento) dei transiti umbri sulla rete veloce rappresenta un fattore determinante per competitività economica, attrattività turistica e diritto alla mobilità.

In questo quadro, l’accesso dell’Umbria all’Alta Velocità deve partire dal rafforzamento dell’ossatura infrastrutturale regionale, valorizzando e modernizzando le direttrici fondamentali: Orte–Falconara, Foligno-Perugia-Terontola e FCU (Ferrovia Centrale Umbra). Per compiere questo salto di qualità servono investimenti mirati sull’adeguamento tecnologico, sulla sicurezza, sull’interoperabilità e sull’efficienza delle linee, così da renderle pienamente funzionali e inserite nell’AV di rete e con i nodi nazionali. Per una programmazione davvero di visione, resta determinante rafforzare gli accordi con le Regioni di confine, costruendo strategie condivise e coordinamento istituzionale stabile, in modo da garantire all’Umbria un ruolo centrale nelle connessioni interregionali e nei corridoi di mobilità del Centro Italia.

Particolare attenzione viene posta all’area Perugia–Assisi–Foligno, dove l’introduzione di un servizio ferroviario cadenzato ad alta frequenza, sul modello “memorario”, rappresenterebbe una risposta concreta alla congestione stradale, offrendo un’alternativa sostenibile al trasporto su gomma e migliorando l’accessibilità a poli strategici come l’aeroporto regionale, le principali strutture sanitarie, con particolare riferimento ai grandi poli ospedalieri di Foligno e Perugia.

In questo percorso, il Partito Democratico dell’Umbria opera in stretto raccordo con il proprio assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti, con l’obiettivo di farsi carico delle istanze che arrivano dai territori e tradurle in risposte concrete, progettualità operative e cantieri reali. Un lavoro politico e istituzionale condiviso, che punta a rafforzare la programmazione regionale, intercettare risorse nazionali ed europee e dare finalmente attuazione a interventi attesi da anni da cittadini, lavoratori e imprese umbre.

Sul tema pone l’accento anche Damiano Bernardini, Segretario regionale del Partito Democratico dell’Umbria:

«Come prima forza di governo della Regione, il Partito Democratico ha la responsabilità di trasformare i bisogni dei cittadini in scelte politiche concrete. Il diritto alla mobilità è un diritto fondamentale, soprattutto in una regione come la nostra, fatta di aree interne e di piccoli comuni. È nostro dovere garantire servizi efficienti, sostenibili e all’altezza delle sfide economiche, sociali e ambientali che l’Umbria deve affrontare».

 

«Investire nel trasporto pubblico – conclude Bernardini – significa investire nella qualità della vita, nella coesione territoriale e nello sviluppo economico. Il PD continuerà ad essere portatore di queste esigenze, lavorando in modo responsabile e costruttivo per un’Umbria più connessa, inclusiva e moderna».

Ripensare lo sviluppo dell’Umbria: il Pd apre il cantiere del futuro economico regionale

Ripensare lo sviluppo dell’Umbria: il Pd apre il cantiere del futuro economico regionale

Il Partito Democratico dell’Umbria avvia un ciclo di incontri dedicati al futuro dello sviluppo economico della regione, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una prospettiva di crescita solida, sostenibile e capace di generare nuove opportunità di lavoro e qualità sociale.
Il primo appuntamento Il primo appuntamento, in programma sabato 17 gennaio alle ore 9.30 a Villa Umbria, sarà dedicato a una lettura approfondita dell’attuale tessuto economico e produttivo umbro: dalle criticità strutturali che ne frenano lo sviluppo alle potenzialità ancora inespresse, fino alle traiettorie su cui investire per rafforzare competitività, innovazione e coesione territoriale.
Momento di studio e confronto L’iniziativa si propone come un momento di studio e confronto aperto con imprese, professionisti, organizzazioni sindacali e associazioni di categoria, per avviare un percorso di ascolto e partecipazione che proseguirà con altri incontri dedicati all’elaborazione condivisa di una proposta per un nuovo modello di sviluppo dell’Umbria. L’introduzione dell’evento è affidata al segretario regionale del Pd Umbria, Damiano Bernardini. Interverranno Elisabetta Todini, direttrice Aur Umbria, Luca Ferrucci, amministratore unico Sviluppumbria, Vinicio Bottacchiari, già professore di Sociologia dell’Università di Perugia e Francesco De Rebotti, assessore della Regione Umbria.
L’Umbria terra di mezzo “L’Umbria è una terra di mezzo non solo dal punto di vista geografico, ma anche economico e sociale: sospesa tra grandi trasformazioni e la necessità di ritrovare una direzione chiara di sviluppo – ha sottolineato Damiano Bernardini -. Vogliamo partire dall’analisi concreta della realtà produttiva regionale per costruire, insieme ai soggetti economici e sociali, una visione fondata su sostenibilità, innovazione e valorizzazione delle identità territoriali. Questo ciclo di incontri nasce dalla convinzione che solo attraverso il confronto e la partecipazione si possano definire politiche efficaci e durature per il futuro dell’Umbria”.
L’incontro rappresenta il primo passo di un lavoro strutturato che il Partito Democratico dell’Umbria intende portare avanti nei prossimi mesi, con l’obiettivo di mettere al centro dello sviluppo regionale lavoro di qualità, transizione ecologica, innovazione e giustizia sociale.
Comuni montani: la proposta del Governo colpisce l’Appennino e penalizza l’Umbria. Bernardini: “No a una riforma che discrimina i territori”

Comuni montani: la proposta del Governo colpisce l’Appennino e penalizza l’Umbria. Bernardini: “No a una riforma che discrimina i territori”

La proposta di revisione dei criteri di classificazione dei Comuni montani annunciata dal ministro Calderoli rappresenta un nuovo e grave attacco alle aree interne e montane del Paese, con effetti particolarmente penalizzanti per la dorsale appenninica e per l’Umbria.

“Siamo di fronte a una scelta profondamente sbagliata, che non tiene conto della realtà dei territori e rischia di colpire duramente comunità già fragili”, dichiara il segretario regionale del Pd Umbria Damiano Bernardini. “Questa non è una revisione tecnica, ma una decisione politica che produce disuguaglianze e abbandona l’Appennino”.

Come ha chiaramente evidenziato l’assessora regionale Simona Meloni, con i nuovi criteri ipotizzati dal Governo i Comuni montani umbri passerebbero da 69 a soli 32, dimezzando di fatto il riconoscimento di territori che oggi svolgono una funzione essenziale sotto il profilo ambientale, sociale ed economico. Un dato che rende evidente come non si tratti di una revisione neutra, ma di una scelta destinata ad avere conseguenze molto pesanti.

“Ridurre in questo modo il numero dei Comuni montani significa togliere risorse, opportunità e strumenti a territori che garantiscono servizi fondamentali a beneficio di tutta la collettività -sottolinea Bernardini – È un colpo durissimo all’Umbria e a tutta la dorsale appenninica”.

La proposta del Governo punta prevalentemente su parametri fisici e altimetrici, ignorando elementi fondamentali come la fragilità socioeconomica, lo spopolamento, la carenza di servizi e la complessità amministrativa. In questo modo si rischia di escludere dall’accesso a fondi, agevolazioni e politiche dedicate proprio quei territori che ne avrebbero maggiore necessità.

Non è un caso che la maggioranza delle Regioni – tra cui Umbria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Calabria, Sardegna e Piemonte – abbia chiesto il rinvio del provvedimento. “È una presa di posizione ampia e trasversale che dimostra quanto questa riforma sia sbilanciata e iniqua”, afferma il segretario regionale del Pd. “Il Governo non può far finta di nulla”.

Le aree montane sono luoghi vivi che garantiscono cura del territorio, tutela della biodiversità, gestione delle risorse idriche, manutenzione di boschi e foreste, presidio ambientale e coesione sociale. In Umbria, questi Comuni rappresentano un presidio insostituibile contro il dissesto idrogeologico e l’abbandono del territorio.

“La montagna non può essere ridotta a una questione di metri sul livello del mare – conclude Bernardini. – Serve fermare questo percorso, aprire un confronto serio con Regioni e Comuni e riconoscere finalmente il valore strategico delle aree interne e montane. Difendere i Comuni montani dell’Appennino significa difendere l’interesse generale, l’ambiente, la sicurezza del territorio e il futuro di intere comunità”.

Il Partito Democratico Umbria chiede al Governo di ritirare la proposta e di avviare una riforma equa, condivisa e realmente attenta ai bisogni dei territori, smettendo di dividere il Paese.

Il Pd dell’Umbria aderisce allo sciopero del 12 dicembre. Bernardini: “Siamo in piazza contro una Legge di Bilancio che grava pesantemente sulle famiglie”

Il Pd dell’Umbria aderisce allo sciopero del 12 dicembre. Bernardini: “Siamo in piazza contro una Legge di Bilancio che grava pesantemente sulle famiglie”

“Il Partito Democratico dell’Umbria – spiega il segretario regionale Damiano Bernardini – esprime pieno sostegno allo sciopero generale indetto dalla CGIL per oggi venerdì 12 dicembre. Dobbiamo far sentire alta e chiara la voce dell’Umbria – ribadisce – perchè le questioni riguardano anche la nostra regione. E’ fondamentale per noi l’avvio di un nuovo percorso di crescita produttiva. In Umbria ci sono ancora molte emergenze irrisolte e diversi comparti economici stanno vivendo gravi difficoltà: aziende che chiudono, posti di lavoro che si perdono e sempre più persone costrette a ricorrere agli ammortizzatori sociali – ha spiegato Bernardini, aggiungendo che “serve una vera politica di sviluppo e la definizione di una regia comune capace di tracciare una strategia concreta di rilancio economico e industriale del nostro territorio”.

“Siamo in piazza – ha aggiunto il segretario dem – per una grande giornata di mobilitazione e di democrazia, contro una Legge di Bilancio ingiusta che grava in maniera sempre più pesante sulle famiglie, su lavoratrici e lavoratori, su pensionate e pensionati e sul mondo produttivo, aumentando la pressione fiscale e ignorando le vere emergenze economiche e sociali del Paese. Vogliamo essere al fianco delle lavoratrici, dei lavoratori e di chi oggi vive difficoltà crescenti. La manovra del Governo – sottolinea – non dà risposte, aumenta i problemi e riduce opportunità e diritti. Chiediamo un cambio di rotta concreto e immediato”.

“Noi – riferisce ancora Bernardini – siamo qui a manifestare per difendere il lavoro, il welfare, i servizi essenziali e per affermare una politica economica più giusta, che riduca le disuguaglianze e promuova lo sviluppo dei nostri territori.  Perché l’Italia che vogliamo è un Paese che investe sulle persone, sulla dignità, sui diritti, sulla giustizia sociale”.

Pendolari del Centro Italia, Bernardini: “Situazione inaccettabile. La mobilità è un diritto, non un lusso”

Pendolari del Centro Italia, Bernardini: “Situazione inaccettabile. La mobilità è un diritto, non un lusso”

“Quello che sta accadendo ai pendolari del Centro Italia è inaccettabile”. Così il Segretario regionale del PD Umbria Damiano Bernardini, dopo i gravi episodi verificatasi nel pomeriggio del primo dicembre, denuncia i gravi disagi che ogni giorno colpiscono migliaia di lavoratrici e lavoratori costretti a spostarsi in treno.

“Ore trascorse chiusi nei vagoni, treni regionali retrocessi, linee lente intasate, coincidenze saltate, InterCity rallentati – mentre ai Frecciarossa viene data sistematicamente la precedenza. È la prova evidente di un sistema che sacrifica i servizi pubblici sull’altare del mercato e del profitto”.

Bernardini punta il dito anche contro l’immobilismo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: “Dal MIT continuano a parlare di “sviluppo”, ma restano sordi alle richieste dei territori e dei lavoratori che ogni giorno tengono in piedi il Paese. Di sviluppo, infatti, non c’è traccia: ci sono solo ritardi, tagli, limitazioni e comunità che si impoveriscono”.

Per il segretario regionale, è il momento di cambiare rotta: “La mobilità è un diritto, non un lusso. Serve un impegno serio per garantire treni sicuri, puntuali e accessibili a tutte e tutti”.

Bernardini esprime quindi “pieno supporto alle battaglie dei pendolari” e “totale sostegno alla richiesta dell’assessore regionale Francesco De Rebotti di un confronto urgente con il Ministero: basta slogan, servono decisioni concrete per restituire dignità a chi viaggia ogni giorno. E restiamo in attesa – sottolinea – che le nostre proposte a tutela dei pendolari poste dallo stesso De Rebotti, da mesi sul tavolo del ministero, vengano prese in considerazione”.

“Come Partito democratico – conclude il segretario dem-  continueremo a portare queste istanze nelle istituzioni e sui territori, mobilitando amministratori, rappresentanze sindacali e comunità locali. Non ci fermeremo finchè il Governo non garantirà ai pendolari servizi adeguati, investimenti chiari e una visione di mobilità che non lasci indietro nessuno”

 Bernardini su Femminicidio a Città della Pieve: “Cuore dell’Umbria gravemente ferito. Serve impegno collettivo, concreto e costante”

 Bernardini su Femminicidio a Città della Pieve: “Cuore dell’Umbria gravemente ferito. Serve impegno collettivo, concreto e costante”

“Il cuore della nostra regione – ha detto in una nota il segretario del Pd Umbria, Damiano Bernardini – è stato gravemente ferito. A poche ore dal 25 novembre, giornata internazionale dedicata alla riflessione e all’impegno contro la violenza sulle donne, l’Umbria è stata colpita da una tragedia che ci sconvolge nel profondo. Il femminicidio, seguito dal suicidio dell’autore, avvenuto a Città della Pieve, rappresenta un dramma che non possiamo considerare un fatto isolato né lontano da noi: riguarda ognuno e ognuna di noi, come persone e come comunità politica.

Di fronte a questa violenza terribile, – ha sottolineato Bernardini – non possiamo permettere che prevalgano il silenzio o l’assuefazione. Dobbiamo invece continuare a interrogarci, a chiederci cosa non funziona, cosa ancora manca nella prevenzione, nell’educazione, nell’ascolto, nei servizi di protezione e nelle politiche pubbliche. Ogni femminicidio è una sconfitta della nostra società, e ogni volta che accade dobbiamo sentire più forte la responsabilità di agire.

Esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai familiari della vittima e alla comunità di Città della Pieve, profondamente scossa da questo evento. Come Partito Democratico dell’Umbria rinnoviamo l’impegno a sostenere con determinazione tutte le iniziative, le realtà associative, i centri antiviolenza e i percorsi istituzionali che quotidianamente lavorano per prevenire la violenza di genere e per proteggere le donne.

Serve un impegno collettivo, costante e concreto: culturale, sociale e politico. Solo così – ha concluso il segretario – potremo costruire una regione in cui nessuna donna debba più vivere nella paura, e in cui tragedie come questa non debbano più ripetersi”.