Un nuovo modello di sviluppo per l’Umbria: il Pd apre il confronto con territori e imprese

Un nuovo modello di sviluppo per l’Umbria: il Pd apre il confronto con territori e imprese

Si è svolta questa mattina l’iniziativa promossa dal Partito Democratico dell’Umbria, dal titolo “Umbria, terra di mezzo – identità e innovazione per un nuovo modello di sviluppo sostenibile”, che apre ufficialmente un ciclo di incontri dedicati al futuro economico e produttivo della regione.

L’incontro, che ha visto una larga partecipazione di cittadini, imprese, associazioni di categoria e sindacati, ha preso le mosse da una fotografia senza sconti dello stato di salute dell’economia umbra. Gli interventi che si sono susseguiti – dalla dott.ssa Tondini di Agenzia Umbria Ricerche, a Luca Ferrucci, amministratore di Sviluppumbria, fino a Vinicio Bottacchiari – hanno evidenziato con chiarezza le principali radici della stagnazione economica regionale: bassa produttività, crisi demografica e una carenza strutturale di ecosistemi capaci di individuare e far crescere campioni tecnologici, in grado di consentire alle imprese umbre di risalire gli anelli della catena globale del valore.

Nel suo intervento conclusivo, l’Assessore De Rebotti ha raccolto i contributi emersi dal confronto promosso dal Partito Democratico, confermando l’impegno della Giunta regionale nell’individuazione di nuovi schemi di intervento a sostegno e valorizzazione delle filiere produttive tradizionali, nella consapevolezza che senza innovazione non c’è tenuta industriale nel medio-lungo periodo.

Nel corso dell’iniziativa, il Partito Democratico ha avanzato la proposta di costruire un ecosistema umbro della robotica, capace di aggregare fornitori qualificati e competenze complementari: dall’hardware del territorio ternano, alla meccanica della Valle Umbra, fino al design e alla progettazione del perugino. Un’infrastruttura industriale e culturale pensata per creare massa critica, attrarre investimenti e posizionare l’Umbria su segmenti a più alto valore aggiunto.

Il Partito Democratico, come ha ricordato il segretario Damiano Bernardini, intende ora dare continuità a questo percorso, invitando imprese, professionisti, organizzazioni sindacali e datoriali a contribuire attivamente al confronto, in vista del prossimo incontro, nel quale verranno avanzate proposte operative per delineare un nuovo modello umbro di sviluppo sostenibile, che possa essere un modello di rilancio per i territori di mezzo, esclusi dai grandi circuiti della finanza e dell’innovazione.

Trasporti, PD Umbria: “Sviluppo e coesione passano da un sistema di mobilità moderno, integrato e accessibile”

Trasporti, PD Umbria: “Sviluppo e coesione passano da un sistema di mobilità moderno, integrato e accessibile”

«Il futuro dell’Umbria si gioca anche sulla qualità delle sue infrastrutture e dei suoi collegamenti. Senza un trasporto pubblico efficiente non c’è sviluppo, non c’è equità territoriale e non c’è diritto alla mobilità».

Così Danilo Calabrese, delegato a infrastrutture, trasporti e governo del territorio del Partito Democratico dell’Umbria interviene sul tema del Trasporto Pubblico Locale, rilanciando l’impegno del PD per una strategia strutturale e di lungo periodo.

«L’Umbria non può più permettersi di essere marginale nei grandi flussi di mobilità nazionale – prosegue Calabrese – collegamenti ferroviari adeguati, l’accesso all’Alta Velocità, servizi cadenzati e una vera mobilità metropolitana sono scelte politiche decisive per contrastare lo spopolamento delle aree interne, sostenere il lavoro e rafforzare la competitività del nostro territorio».

Il sistema del Trasporto Pubblico Locale regionale, che comprende servizi su gomma, ferro e mobilità alternativa, sconta da anni criticità strutturali legate alla complessità orografica dell’Umbria, alla frammentazione insediativa e a infrastrutture spesso obsolete. In particolare, pesano l’età del parco rotabile ferroviario, le difficoltà di accesso alle principali direttrici nazionali, la bassa offerta di servizi rispetto alla popolazione e la necessità di un’integrazione modale più efficace.

Il PD ha chiare le questioni più urgenti per l’Umbria: un nodo decisivo riguarda il rischio concreto che i treni umbri perdano l’opportunità di transitare sulla Direttissima, con un conseguente arretramento dell’Umbria nei flussi ferroviari nazionali più veloci e strategici. Evitare questo scenario significa aggiornare la flotta dei treni, con le vetture che raggiungono i 200km/h e avere così accesso diretto alla rete AV. Questi elementi non possono prescindere da una concertazione con le regioni limitrofe, a partire dalla Toscana, che deve tenere conto delle esigenze e degli interessi dell’Umbria nella scelta delle soluzioni. L’ingresso (e il potenziamento) dei transiti umbri sulla rete veloce rappresenta un fattore determinante per competitività economica, attrattività turistica e diritto alla mobilità.

In questo quadro, l’accesso dell’Umbria all’Alta Velocità deve partire dal rafforzamento dell’ossatura infrastrutturale regionale, valorizzando e modernizzando le direttrici fondamentali: Orte–Falconara, Foligno-Perugia-Terontola e FCU (Ferrovia Centrale Umbra). Per compiere questo salto di qualità servono investimenti mirati sull’adeguamento tecnologico, sulla sicurezza, sull’interoperabilità e sull’efficienza delle linee, così da renderle pienamente funzionali e inserite nell’AV di rete e con i nodi nazionali. Per una programmazione davvero di visione, resta determinante rafforzare gli accordi con le Regioni di confine, costruendo strategie condivise e coordinamento istituzionale stabile, in modo da garantire all’Umbria un ruolo centrale nelle connessioni interregionali e nei corridoi di mobilità del Centro Italia.

Particolare attenzione viene posta all’area Perugia–Assisi–Foligno, dove l’introduzione di un servizio ferroviario cadenzato ad alta frequenza, sul modello “memorario”, rappresenterebbe una risposta concreta alla congestione stradale, offrendo un’alternativa sostenibile al trasporto su gomma e migliorando l’accessibilità a poli strategici come l’aeroporto regionale, le principali strutture sanitarie, con particolare riferimento ai grandi poli ospedalieri di Foligno e Perugia.

In questo percorso, il Partito Democratico dell’Umbria opera in stretto raccordo con il proprio assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti, con l’obiettivo di farsi carico delle istanze che arrivano dai territori e tradurle in risposte concrete, progettualità operative e cantieri reali. Un lavoro politico e istituzionale condiviso, che punta a rafforzare la programmazione regionale, intercettare risorse nazionali ed europee e dare finalmente attuazione a interventi attesi da anni da cittadini, lavoratori e imprese umbre.

Sul tema pone l’accento anche Damiano Bernardini, Segretario regionale del Partito Democratico dell’Umbria:

«Come prima forza di governo della Regione, il Partito Democratico ha la responsabilità di trasformare i bisogni dei cittadini in scelte politiche concrete. Il diritto alla mobilità è un diritto fondamentale, soprattutto in una regione come la nostra, fatta di aree interne e di piccoli comuni. È nostro dovere garantire servizi efficienti, sostenibili e all’altezza delle sfide economiche, sociali e ambientali che l’Umbria deve affrontare».

 

«Investire nel trasporto pubblico – conclude Bernardini – significa investire nella qualità della vita, nella coesione territoriale e nello sviluppo economico. Il PD continuerà ad essere portatore di queste esigenze, lavorando in modo responsabile e costruttivo per un’Umbria più connessa, inclusiva e moderna».

Ripensare lo sviluppo dell’Umbria: il Pd apre il cantiere del futuro economico regionale

Ripensare lo sviluppo dell’Umbria: il Pd apre il cantiere del futuro economico regionale

Il Partito Democratico dell’Umbria avvia un ciclo di incontri dedicati al futuro dello sviluppo economico della regione, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una prospettiva di crescita solida, sostenibile e capace di generare nuove opportunità di lavoro e qualità sociale.
Il primo appuntamento Il primo appuntamento, in programma sabato 17 gennaio alle ore 9.30 a Villa Umbria, sarà dedicato a una lettura approfondita dell’attuale tessuto economico e produttivo umbro: dalle criticità strutturali che ne frenano lo sviluppo alle potenzialità ancora inespresse, fino alle traiettorie su cui investire per rafforzare competitività, innovazione e coesione territoriale.
Momento di studio e confronto L’iniziativa si propone come un momento di studio e confronto aperto con imprese, professionisti, organizzazioni sindacali e associazioni di categoria, per avviare un percorso di ascolto e partecipazione che proseguirà con altri incontri dedicati all’elaborazione condivisa di una proposta per un nuovo modello di sviluppo dell’Umbria. L’introduzione dell’evento è affidata al segretario regionale del Pd Umbria, Damiano Bernardini. Interverranno Elisabetta Todini, direttrice Aur Umbria, Luca Ferrucci, amministratore unico Sviluppumbria, Vinicio Bottacchiari, già professore di Sociologia dell’Università di Perugia e Francesco De Rebotti, assessore della Regione Umbria.
L’Umbria terra di mezzo “L’Umbria è una terra di mezzo non solo dal punto di vista geografico, ma anche economico e sociale: sospesa tra grandi trasformazioni e la necessità di ritrovare una direzione chiara di sviluppo – ha sottolineato Damiano Bernardini -. Vogliamo partire dall’analisi concreta della realtà produttiva regionale per costruire, insieme ai soggetti economici e sociali, una visione fondata su sostenibilità, innovazione e valorizzazione delle identità territoriali. Questo ciclo di incontri nasce dalla convinzione che solo attraverso il confronto e la partecipazione si possano definire politiche efficaci e durature per il futuro dell’Umbria”.
L’incontro rappresenta il primo passo di un lavoro strutturato che il Partito Democratico dell’Umbria intende portare avanti nei prossimi mesi, con l’obiettivo di mettere al centro dello sviluppo regionale lavoro di qualità, transizione ecologica, innovazione e giustizia sociale.
Comuni montani: la proposta del Governo colpisce l’Appennino e penalizza l’Umbria. Bernardini: “No a una riforma che discrimina i territori”

Comuni montani: la proposta del Governo colpisce l’Appennino e penalizza l’Umbria. Bernardini: “No a una riforma che discrimina i territori”

La proposta di revisione dei criteri di classificazione dei Comuni montani annunciata dal ministro Calderoli rappresenta un nuovo e grave attacco alle aree interne e montane del Paese, con effetti particolarmente penalizzanti per la dorsale appenninica e per l’Umbria.

“Siamo di fronte a una scelta profondamente sbagliata, che non tiene conto della realtà dei territori e rischia di colpire duramente comunità già fragili”, dichiara il segretario regionale del Pd Umbria Damiano Bernardini. “Questa non è una revisione tecnica, ma una decisione politica che produce disuguaglianze e abbandona l’Appennino”.

Come ha chiaramente evidenziato l’assessora regionale Simona Meloni, con i nuovi criteri ipotizzati dal Governo i Comuni montani umbri passerebbero da 69 a soli 32, dimezzando di fatto il riconoscimento di territori che oggi svolgono una funzione essenziale sotto il profilo ambientale, sociale ed economico. Un dato che rende evidente come non si tratti di una revisione neutra, ma di una scelta destinata ad avere conseguenze molto pesanti.

“Ridurre in questo modo il numero dei Comuni montani significa togliere risorse, opportunità e strumenti a territori che garantiscono servizi fondamentali a beneficio di tutta la collettività -sottolinea Bernardini – È un colpo durissimo all’Umbria e a tutta la dorsale appenninica”.

La proposta del Governo punta prevalentemente su parametri fisici e altimetrici, ignorando elementi fondamentali come la fragilità socioeconomica, lo spopolamento, la carenza di servizi e la complessità amministrativa. In questo modo si rischia di escludere dall’accesso a fondi, agevolazioni e politiche dedicate proprio quei territori che ne avrebbero maggiore necessità.

Non è un caso che la maggioranza delle Regioni – tra cui Umbria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Calabria, Sardegna e Piemonte – abbia chiesto il rinvio del provvedimento. “È una presa di posizione ampia e trasversale che dimostra quanto questa riforma sia sbilanciata e iniqua”, afferma il segretario regionale del Pd. “Il Governo non può far finta di nulla”.

Le aree montane sono luoghi vivi che garantiscono cura del territorio, tutela della biodiversità, gestione delle risorse idriche, manutenzione di boschi e foreste, presidio ambientale e coesione sociale. In Umbria, questi Comuni rappresentano un presidio insostituibile contro il dissesto idrogeologico e l’abbandono del territorio.

“La montagna non può essere ridotta a una questione di metri sul livello del mare – conclude Bernardini. – Serve fermare questo percorso, aprire un confronto serio con Regioni e Comuni e riconoscere finalmente il valore strategico delle aree interne e montane. Difendere i Comuni montani dell’Appennino significa difendere l’interesse generale, l’ambiente, la sicurezza del territorio e il futuro di intere comunità”.

Il Partito Democratico Umbria chiede al Governo di ritirare la proposta e di avviare una riforma equa, condivisa e realmente attenta ai bisogni dei territori, smettendo di dividere il Paese.

Il Pd dell’Umbria aderisce allo sciopero del 12 dicembre. Bernardini: “Siamo in piazza contro una Legge di Bilancio che grava pesantemente sulle famiglie”

Il Pd dell’Umbria aderisce allo sciopero del 12 dicembre. Bernardini: “Siamo in piazza contro una Legge di Bilancio che grava pesantemente sulle famiglie”

“Il Partito Democratico dell’Umbria – spiega il segretario regionale Damiano Bernardini – esprime pieno sostegno allo sciopero generale indetto dalla CGIL per oggi venerdì 12 dicembre. Dobbiamo far sentire alta e chiara la voce dell’Umbria – ribadisce – perchè le questioni riguardano anche la nostra regione. E’ fondamentale per noi l’avvio di un nuovo percorso di crescita produttiva. In Umbria ci sono ancora molte emergenze irrisolte e diversi comparti economici stanno vivendo gravi difficoltà: aziende che chiudono, posti di lavoro che si perdono e sempre più persone costrette a ricorrere agli ammortizzatori sociali – ha spiegato Bernardini, aggiungendo che “serve una vera politica di sviluppo e la definizione di una regia comune capace di tracciare una strategia concreta di rilancio economico e industriale del nostro territorio”.

“Siamo in piazza – ha aggiunto il segretario dem – per una grande giornata di mobilitazione e di democrazia, contro una Legge di Bilancio ingiusta che grava in maniera sempre più pesante sulle famiglie, su lavoratrici e lavoratori, su pensionate e pensionati e sul mondo produttivo, aumentando la pressione fiscale e ignorando le vere emergenze economiche e sociali del Paese. Vogliamo essere al fianco delle lavoratrici, dei lavoratori e di chi oggi vive difficoltà crescenti. La manovra del Governo – sottolinea – non dà risposte, aumenta i problemi e riduce opportunità e diritti. Chiediamo un cambio di rotta concreto e immediato”.

“Noi – riferisce ancora Bernardini – siamo qui a manifestare per difendere il lavoro, il welfare, i servizi essenziali e per affermare una politica economica più giusta, che riduca le disuguaglianze e promuova lo sviluppo dei nostri territori.  Perché l’Italia che vogliamo è un Paese che investe sulle persone, sulla dignità, sui diritti, sulla giustizia sociale”.

Pendolari del Centro Italia, Bernardini: “Situazione inaccettabile. La mobilità è un diritto, non un lusso”

Pendolari del Centro Italia, Bernardini: “Situazione inaccettabile. La mobilità è un diritto, non un lusso”

“Quello che sta accadendo ai pendolari del Centro Italia è inaccettabile”. Così il Segretario regionale del PD Umbria Damiano Bernardini, dopo i gravi episodi verificatasi nel pomeriggio del primo dicembre, denuncia i gravi disagi che ogni giorno colpiscono migliaia di lavoratrici e lavoratori costretti a spostarsi in treno.

“Ore trascorse chiusi nei vagoni, treni regionali retrocessi, linee lente intasate, coincidenze saltate, InterCity rallentati – mentre ai Frecciarossa viene data sistematicamente la precedenza. È la prova evidente di un sistema che sacrifica i servizi pubblici sull’altare del mercato e del profitto”.

Bernardini punta il dito anche contro l’immobilismo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: “Dal MIT continuano a parlare di “sviluppo”, ma restano sordi alle richieste dei territori e dei lavoratori che ogni giorno tengono in piedi il Paese. Di sviluppo, infatti, non c’è traccia: ci sono solo ritardi, tagli, limitazioni e comunità che si impoveriscono”.

Per il segretario regionale, è il momento di cambiare rotta: “La mobilità è un diritto, non un lusso. Serve un impegno serio per garantire treni sicuri, puntuali e accessibili a tutte e tutti”.

Bernardini esprime quindi “pieno supporto alle battaglie dei pendolari” e “totale sostegno alla richiesta dell’assessore regionale Francesco De Rebotti di un confronto urgente con il Ministero: basta slogan, servono decisioni concrete per restituire dignità a chi viaggia ogni giorno. E restiamo in attesa – sottolinea – che le nostre proposte a tutela dei pendolari poste dallo stesso De Rebotti, da mesi sul tavolo del ministero, vengano prese in considerazione”.

“Come Partito democratico – conclude il segretario dem-  continueremo a portare queste istanze nelle istituzioni e sui territori, mobilitando amministratori, rappresentanze sindacali e comunità locali. Non ci fermeremo finchè il Governo non garantirà ai pendolari servizi adeguati, investimenti chiari e una visione di mobilità che non lasci indietro nessuno”

 Bernardini su Femminicidio a Città della Pieve: “Cuore dell’Umbria gravemente ferito. Serve impegno collettivo, concreto e costante”

 Bernardini su Femminicidio a Città della Pieve: “Cuore dell’Umbria gravemente ferito. Serve impegno collettivo, concreto e costante”

“Il cuore della nostra regione – ha detto in una nota il segretario del Pd Umbria, Damiano Bernardini – è stato gravemente ferito. A poche ore dal 25 novembre, giornata internazionale dedicata alla riflessione e all’impegno contro la violenza sulle donne, l’Umbria è stata colpita da una tragedia che ci sconvolge nel profondo. Il femminicidio, seguito dal suicidio dell’autore, avvenuto a Città della Pieve, rappresenta un dramma che non possiamo considerare un fatto isolato né lontano da noi: riguarda ognuno e ognuna di noi, come persone e come comunità politica.

Di fronte a questa violenza terribile, – ha sottolineato Bernardini – non possiamo permettere che prevalgano il silenzio o l’assuefazione. Dobbiamo invece continuare a interrogarci, a chiederci cosa non funziona, cosa ancora manca nella prevenzione, nell’educazione, nell’ascolto, nei servizi di protezione e nelle politiche pubbliche. Ogni femminicidio è una sconfitta della nostra società, e ogni volta che accade dobbiamo sentire più forte la responsabilità di agire.

Esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai familiari della vittima e alla comunità di Città della Pieve, profondamente scossa da questo evento. Come Partito Democratico dell’Umbria rinnoviamo l’impegno a sostenere con determinazione tutte le iniziative, le realtà associative, i centri antiviolenza e i percorsi istituzionali che quotidianamente lavorano per prevenire la violenza di genere e per proteggere le donne.

Serve un impegno collettivo, costante e concreto: culturale, sociale e politico. Solo così – ha concluso il segretario – potremo costruire una regione in cui nessuna donna debba più vivere nella paura, e in cui tragedie come questa non debbano più ripetersi”.

“La sanità pubblica tra crisi e rilancio”: il Pd traccia la rotta. Dall’Alto Tevere proposte e impegni per il futuro 

“La sanità pubblica tra crisi e rilancio”: il Pd traccia la rotta. Dall’Alto Tevere proposte e impegni per il futuro 

Si è svolta giovedì 13 novembre, presso il Museo del Tabacco di San Giustino, l’iniziativa “Dalla parte delle persone: Salute, Parità e Diritti – La sanità pubblica tra crisi e rilancio, come ricostruire un sistema vicino ai cittadini”, promossa dai circoli PD di San Giustino e Citerna. Un incontro molto partecipato, volto ad approfondire le sfide della sanità umbra e preceduto da un confronto con lo stesso filo conduttore che si è tenuto nel pomeriggio a Montone alla presenza dei segretari Bernardini e Baldini, del sindaco di Montone Mirco Rinaldi e del segretario di circolo Maurizio Cacciamani con la partecipazione di vari militanti.

L’iniziativa A moderare l’iniziativa dei circoli di San Giustino e Citerna Anna Maria Massai, segretaria del circolo PD di San Giustino, con gli interventi di Damiano Bernardini, Segretario regionale PD Umbria, Lodovico Baldini , Segretario provinciale PD Perugia, Letizia Michelini, Consigliera regionale Pd Umbria e Benedetta Barberi Nucci, Segretaria PD Citerna. Presenti i segretari dei circoli e gli amministratori dell’area ma anche iscritti e simpatizzanti.

Sanità: ricostruire un servizio vicino alle persone Nel corso della serata è stata ribadita la centralità della sanità pubblica come pilastro di equità sociale. Lodovico Baldini ha illustrato un quadro preoccupante, richiamando i dati OCSE che fotografano una sanità nazionale e regionale in difficoltà: carenza di personale medico e infermieristico, mancato ricambio generazionale, stipendi tra i più bassi d’Europa e un crescente ricorso al privato. Una crisi che in Umbria, un tempo regione “benchmark”, si è aggravata negli ultimi anni con la mancata sostituzione del personale e l’aumento delle liste d’attesa, spingendo molti cittadini a rinunciare alle cure.

La Consigliera Letizia Michelini ha presentato il lavoro del nuovo governo regionale di centrosinistra, impegnato nella ricostruzione del sistema: istituzione di una task force settimanale, riduzione del 29% delle liste d’attesa in pochi mesi, riorganizzazione della medicina territoriale, bandi di concorso per colmare le carenze e nuovi indirizzi nel rapporto pubblico–privato che riportano al centro la programmazione pubblica. Tra i progetti già avviati, la rete oncologica regionale, l’abbassamento dell’età di accesso agli screening femminili, il rafforzamento dei servizi di prossimità e il raddoppio dei fondi per le disabilità gravi.

Il segretario regionale Damiano Bernardini ha ribadito l’impegno del PD nella difesa della sanità territoriale, dei distretti e della medicina generale, contrastando la riduzione dei distretti prevista dalla precedente giunta e rivendicando la centralità del servizio pubblico. Ha inoltre sottolineato la necessità di investire nella salute mentale, soprattutto minorile, e di proseguire nella riduzione delle liste d’attesa, insieme a una più ampia battaglia per la qualità dei servizi essenziali, il trasporto pubblico, la scuola e la coesione delle aree interne.

Un impegno collettivo per il territorio In apertura, il sindaco di San Giustino, Stefano Veschi, ha ricordato l’importanza della passione in politica e del ruolo simbolico del luogo scelto per l’incontro, invitando a immaginare una nuova dimensione territoriale per il bene dell’Alto Tevere. E a fargli da eco Anna Maria Massai che ha rimarcato come la sanità pubblica resti “il tema dei temi”, e come sia stato faro, con tutto il suo personale e con tutte le sue risorse, durante il periodo buio della pandemia e come oggi sia terreno decisivo per la coesione sociale.

Parità e diritti: contrastare la cultura patriarcale  Il debutto dell’iniziativa è stato affidato a un tema di grande e drammatica attualità, che vista la contingenza con il secondo anniversario della morte di Giulia Cecchettin, gli ultimi fatti di cronaca e la vicinanza alla data del 25 novembre, non si poteva non trattare. Benedetta Barberi Nucci ha esposto l’urgenza di affrontare un fenomeno strutturale e culturale, radicato nella cultura patriarcale e nell’idea distorta di maschile. Ha denunciato l’inadeguatezza delle risposte meramente punitive, come l’inasprimento previsto dalla recente norma sul femminicidio, definita misura “di facciata”, e ha ribadito che la prevenzione deve passare dall’educazione nelle scuole, dal riconoscimento precoce dei segnali di violenza e da un sostegno reale alle donne che denunciano.

Il segretario regionale Bernardini ha concluso sottolineando l’importanza della partecipazione e del ruolo del partito come strumento di confronto e progettazione: «Stiamo lavorando per una società più giusta, per ricostruire giustizia sociale, ridurre le disuguaglianze e rendere effettivi i principi costituzionali, a partire dalla parità di genere».

Per un’Umbria che non lascia indietro nessuno Un incontro ricco di analisi e proposte, che conferma la volontà dei circoli PD del territorio di contribuire attivamente al rilancio della sanità pubblica rimettendo al centro i cittadini e i loro bisogni. Un impegno che non si esaurisce in questa iniziativa ma che diventa percorso collettivo. Per un’Umbria che cura, che ascolta e che non lascia indietro nessuno.

Pd Umbria, via libera alla Direzione, il segretario Bernardini: “Attenzione a lavoro, giovani e sviluppo”

Pd Umbria, via libera alla Direzione, il segretario Bernardini: “Attenzione a lavoro, giovani e sviluppo”

E’ stata approvata, nel corso dell’ultima Assemblea, la nuova Direzione regionale del Partito democratico ed è stata delineata, da parte del segretario Damiano Bernardini, nella sua relazione, una road map chiara di impegni e obiettivi su cui il Pd sarà impegnato nei prossimi mesi. 
 
L’approvazione della Direzione e dell’Ufficio di tesoreria è avvenuta in maniera unitaria e condivisa, nel segno della partecipazione e della responsabilità collettiva. Con questo passaggio si completa la composizione di tutti gli organismi statutari del partito, segnando il pieno avvio della nuova fase. Un percorso che ha già visto, nella precedente Assemblea regionale, la nomina della segreteria, con un chiaro impegno ribadito dal segretario Damiano Bernardini a lavorare per un allargamento inclusivo e rappresentativo, capace di riflettere la pluralità delle sensibilità e delle componenti che compongono il Partito Democratico in Umbria.
 
Nel segno della presenza e della partecipazione i prossimi appuntamenti del Partito democratico. Tra questi un ciclo di iniziative legate all’agenda di governo del territorio; un importante appuntamento sullo sviluppo economico regionale, l’avvio di una Scuola di formazione politica; l’individuazione e l’acquisto della nuova sede regionale del partito; proposte politiche rivolte ai giovani e mondo del lavoro. 
 
Il Partito Democratico dell’Umbria si prepara così ad affrontare con determinazione le prossime sfide politiche e sociali, con una struttura organizzativa solida e rinnovata, partecipata e pronta a costruire proposte concrete per il futuro dell’Umbria, a supporto e sostegno del governo regionale.
 Il Pd dell’Umbria sostiene il Disability Pride Umbria 2025: “Per una società inclusiva che non lascia indietro nessun

 Il Pd dell’Umbria sostiene il Disability Pride Umbria 2025: “Per una società inclusiva che non lascia indietro nessun

Il Partito Democratico dell’Umbria esprime il proprio sostegno e adesione al Disability Pride Umbria 2025, importante manifestazione dedicata alla promozione dei diritti, dell’autonomia e della piena inclusione delle persone con disabilità, che si terrà per la prima volta nella nostra regione, sabato 25 ottobre 2025 a Orvieto.

L’evento, organizzato dal Disability Pride Network in collaborazione con il Comitato Orvietano per la Salute Pubblica, la Cellula di Orvieto dell’Associazione Luca Coscioni e il gruppo “Rigenerazione & Intrecci”, rappresenta un momento di grande valore civico e sociale. Durante l’intera giornata sono previsti convegni, testimonianze, momenti di confronto e attività pubbliche che coinvolgeranno cittadini, attivisti, associazioni e istituzioni.

Il Partito Democratico dell’Umbria intende valorizzare e rilanciare, anche attraverso questa iniziativa, un messaggio politico e culturale fondamentale: il diritto di ogni persona a partecipare pienamente alla vita sociale, economica e culturale della propria comunità, senza barriere né discriminazioni.

“Il Disability Pride – ha dichiarato Damiano Bernardini, segretario regionale del Partito Democratico Umbria – rappresenta un’occasione preziosa per ribadire con forza che una società è davvero giusta solo quando è capace di includere tutte e tutti, senza lasciare indietro nessuno. Come Partito Democratico dell’Umbria sosteniamo con convinzione questa prima edizione dell’evento nella nostra regione, perché crediamo in un modello di comunità attenta alle fragilità, ma soprattutto capace di valorizzare ogni differenza come una ricchezza. Lavoriamo ogni giorno per un’Umbria più inclusiva, accessibile e rispettosa dei diritti di tutte le persone, a partire da quelle con disabilità.”

Il PD Umbria invita iscritti, amministratori, cittadini e militanti a partecipare numerosi all’iniziativa del 25 ottobre a Orvieto, senza simboli o bandiere di partito, ma con la volontà di contribuire a dare forza e visibilità a un impegno comune: costruire un’Umbria che riconosca e garantisca piena cittadinanza a tutte le persone.