Il Pd al lavoro su conferenza programmatica e Agorà. Bori: “Serve partecipazione per un’alternativa alle destre e per costruire una nuova Umbria”

Il Pd al lavoro su conferenza programmatica e Agorà. Bori: “Serve partecipazione per un’alternativa alle destre e per costruire una nuova Umbria”

PERUGIA – “Ascoltare e raccogliere, discutere, portare a sintesi. Insomma: partecipare. È questa, ne siamo convinti, la chiave per rilanciare non solo il Partito Democratico, ma un campo progressista largo. E la politica, soprattutto a sinistra. Per questo ci convince il progetto delle Agorà messo in campo dal Pd a livello nazionale, che non solo parteciperemo a livello locale ma che replicheremo e moltiplicheremo, nel segno di un nuovo metodo che sappia allargare le nostre porte e centrare temi funzionali e utili a immaginare un nuovo modello, attraverso l’organizzazione di una conferenza programmatica regionale. E mentre la piattaforma https://www.agorademocratiche.it/ va on line, noi lavoriamo per costruire gruppi di lavoro che si confrontino sull’Umbria di domani”. Così, in una nota, il segretario del Pd Umbria Tommaso Bori, che spiega: “Da lunedì sono partite le sperimentazioni pilota delle Agorà in diverse città d’Italia. A settembre sarà possibile iscriversi e l’iscrizione sarà accessibile a tutti i cittadini e prevede la sottoscrizione della Carta dei Valori e il versamento di una cifra di minimo 1 euro. Presto, invece, declineremo, coinvolgendo le segreterie regionale e provinciali e un gruppo largo di persone interessate a fare del Pd una forza portatrice di progetti all’altezza delle sfide che i tempi ci impongono, i temi attraverso cui sviluppare un percorso di ascolto, approfondimento, studio e confronto sul territorio. La conferenza si svilupperà, infatti, in due fasi: la prima di confronto ed elaborazione, che dovrà vedere iscritti e territori protagonisti di una sollecitazione ideale solida e costruttiva; la seconda di sintesi, che ci chiamerà a mettere insieme gli spunti più importanti per elaborare un canovaccio programmatico su cui incardinare la nostra azione politica da qui ai prossimi anni. Vogliamo coinvolgere federazioni e circoli, militanti e simpatizzanti, persone e associazioni. Nella convinzione che è insieme che si costruisce il futuro. Nei prossimi giorni definiremo le modalità di partecipazione e incontro che meglio sappiano ricalcare il profilo largo che negli intenti vogliamo dare a questo percorso. Apriremo canali di adesione e partecipazione e definiremo i momenti di incontro. Vogliamo dare all’Umbria un’alternativa e l’alternativa parte dalle idee e dalle persone”.

Bori presenta la segreteria: “Una squadra di giovani, donne, sensibilità e territori; energie nuove per una nuova stagione”

Bori presenta la segreteria: “Una squadra di giovani, donne, sensibilità e territori; energie nuove per una nuova stagione”

PERUGIA – “Ritrovare credibilità nella progettualità e condivisione nella partecipazione”. Rimettendosi tranquillamente all’opera anche quando tutto pare perduto, parafrasando Gramsci, puntando sulla definizione di un perimetro chiaro e di orizzonti nuovi e mettendo in campo una squadra plurale, rappresentativa, innovativa. Nella seconda assemblea regionale, dopo quella che lo ha proclamato segretario, Tommaso Bori declina le sue ambizioni per la nuova stagione dem, che si traducono, in prima battuta, in un’agenda fitta di appuntamenti, dalle agorà all’assemblea programmatica, e in una segreteria di “energie nuove, idee nuove, volti nuovi e non inventati”. “Con il contributo di tutti, ciascuno secondo le proprie inclinazioni e possibilità, nello spirito plurale, aperto e democratico che ci identifica – ha detto Bori stamattina in conferenza stampa – vogliamo rimettere al centro dell’azione politica contenuti e progetti e al centro del percorso partecipativo le persone”. Lo sforzo sarà tutto concentrato sul confronto e sulla elaborazione, da un lato accompagnando anche sul territorio regionale il viaggio della mongolfiera delle Agorà democratiche, le piazze di partecipazione fisica e virtuale volute dalla segreteria nazionale, dall’altro dando corpo e anima all’assemblea programmatica già annunciata dal segretario. “Non sarà un evento – ha spiegato – ma un percorso di ascolto e confronto che ridefinirà un progetto alternativo per l’Umbria, con le nostre priorità e la nostra agenda politica”. Sarà articolata su gruppi di lavoro e declinata secondo lo schema delle missioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza; al centro lavoro e sociale, nuove povertà e diritti, crescita e sostenibilità, ambiente e digitale. Capitolo a parte uno dei temi su cui i dem sono già da tempo al lavoro, la costruzione dell’Italia mediana. “Vogliamo definire la nostra proposta, il nostro modello di sviluppo e la nostra visione per l’Umbria in un momento storico straordinario, che ci chiama tutti, chi governa e chi sta all’opposizione, a sfide inedite e che richiedono lungimiranza e coraggio. Abbiamo la possibilità di modellare un futuro nuovo e di migliorare la qualità della vita delle comunità che rappresentiamo. Alcune difficoltà vanno corrette, con spunti che ci consentano di spendere e non sprecare le risorse indite e ingenti che arriveranno da qui ai prossimi anni”. “Per farlo – e Bori non ha dubbi – abbiamo bisogno di tutti”. Per questo la conferenza rappresenterà un momento per ricucire gli strappi consumati e la nuova segreteria è stata costruita in uno spirito plurale e inclusivo, puntando su donne e giovani, “perché quella di genere e quella dei giovani sono due grandi questioni urgenti in Umbria”, e dimostrando attenzione su competenze, sensibilità e territori. Quindici componenti, più gli invitati permanenti; deleghe tematiche che restituiscono la cifra dell’impegno dei dem per il futuro del’Umbria; attenzione al ruolo degli amministratori e alla necessità di una rete tra chi porta la responsabilità del governo dei territori nelle istituzioni. “La segreteria sarà da subito al lavoro – ancora Bori – per accompagnare gli appuntamenti di contenuto e per lanciare la campagna di tesseramento e la stagione delle feste democratiche”.

Di seguito la composizione della segreteria.

 

Daniele Gallina, Responsabile dipartimento Organizzazione

 

Luca Preziosi, Responsabile laboratorio Comunicazione

 

Jospeh Flagiello, Coordinatore della Segreteria e PNRR

 

Francesca Malafoglia, Europa, Cultura, partecipazione e beni comuni

 

Maurizio Talanti, turismo, promozione territoriale, agricoltura e transizione ecologica

 

Stefano Gabrielli,  Coordinatore iniziativa politica Italia mediana

 

Marco Cardile, Salute

 

Letizia Guerri,  Pari opportunità

 

Letizia Michelini, Radicamento territoriale, statuti e regolamenti

 

Massimo Moretti, scuola, università e ricerca

 

Graziano Angeli, Innovazione, infrastrutture e mobilità alternativa

 

Giorgio Dionisi, Politiche pubbliche e servizi pubblici

 

Daniele Lombardini, Lavoro e digitalizzazione

 

Manuela Pasquino, Diritti sociali e civili

 

Roberto Lombrici, politiche e governo del territorio

 

Patrizia Rossi, Sviluppo economico e rapporti con le imprese

 

Catia Massetti, Coesione sociale e inclusione

 

 

Invitati Permanenti:

 

Enzo Santucci, Tesoriere

 

Camilla Laureti, segretaria provinciale Pg

 

Fabrizio Bellini, segretario provinciale Tr

 

Michelangelo Grilli, segretario giovani democratici

 

Erika Borghesi, vice presidente Cal Umbria

 

Moreno Landrini, vice presidente ANCI Umbria

 

Damiano Bernardini,  Resp. Coordinamento amministratori

 

Cristina Papa, presidente Assemblea

 

 

Prima assemblea Pd, Bori proclamato segretario: “A chi esita chiedo un impegno per costruire l’alternativa. Al Pd serve una nuova stagione”

Prima assemblea Pd, Bori proclamato segretario: “A chi esita chiedo un impegno per costruire l’alternativa. Al Pd serve una nuova stagione”

PERUGIA – “Non aspettarti nessuna risposta oltre la tua”. È prendendo in prestito le parole di Bertold Brecht che Tommaso Bori, nel giorno dell’assemblea che lo ha proclamato segretario, ha voluto lanciare una chiamata all’impegno e alla mobilitazione a tutti i dem dell’Umbria. A quanti “esitano” ha chiesto scusa, a nome del Pd. “Per lo smarrimento, per la delusione, ma anche per aver frustrato la grande voglia di riscatto” di una comunità, smettendo di essere riferimento credibile e affidabile. “Oggi siamo una comunità ridotta – ha detto – che si è combattuta, anche duramente, ma che deve risollevarsi. Per questo dobbiamo essere al lavoro da subito, insieme, per lavorare sul dissenso crescente nei confronti di questo governo regionale e trasformarlo in consenso per noi. Una sfida difficile ma che deve vederci tutti mobilitati per il bene dell’Umbria. Dobbiamo essere una comunità che lavora insieme e costruire una vera alternativa, sapendo che le vittorie e le sconfitte sono le vittorie e le sconfitte di tutti”. Un vero e proprio appello all’unità, quello di Bori, che dopo le tensioni del congresso ha voluto che la prima assemblea regionale rappresentasse un momento di riconciliazione, un primo punto per una ripartenza. Anche per questo erano invitati anche tutti i candidati delle liste che si sono ritirate. All’ordine del giorno una “nuova stagione” per il Pd, da aprire con la consapevolezza che “bisogna cambiare”, non le persone, ma il partito. Prima di tutto rafforzando la sua organizzazione, sulla quale sarà impegnato un dipartimento per mettere a valore le grandi risorse diffuse sul territorio e ricostruire dove le difficoltà sono più evidenti. Quindi rafforzando la capacità di comunicare, con l’ambizione di diventare un laboratorio nazionale. “Sarà importante – secondo Bori – anche riprendere con forza un impegno sulla formazione di qualità e non lasciare soli gli amministratori”. “Avere la tessera in tasca dovrà rappresentare un valore” attraverso la partecipazione e il dialogo, fondamentali per una nuova visione per l’Umbria. “Abbiamo la responsabilità di isolare i populismi – ancora Bori – che lucrano sui problemi senza risolverli. Noi vogliamo rappresentare una speranza, ascoltare e lavorare su proposte e progetti concreti. Il nostro impegno sarà a difesa di una sanità che deve rimanere pubblica, contro le povertà, tema purtroppo molto presente in Umbria. Sono una nostra priorità la lotta per i diritti civili e la battaglia per i diritti sociali e per i servizi, in particolare per la scuola e l’università, un ascensore sociale su cui bisogna investire e investire bene”. Ecco perché uno dei primi appuntamenti da mettere in agenda è una grande conferenza programmatica, aperta, che sia spazio e luogo di partecipazione sui contenuti e di elaborazione, per “riconnettere il partito ai territori e alle persone”. “Abbiamo un’opportunità unica che non possiamo permetterci di sprecare” hanno aggiunto i segretari provinciali Camilla Laureti e Fabrizio Bellini.

Ospiti dell’assemblea il vicesegretario nazionale Giuseppe Provenzano e il capodelegazione all’Europarlamento Brando Benifei. Le sfide che ci attendono – ha ricordato Benifei – hanno bisogno di un Pd forte e per un Pd forte servono partecipazione e dialogo. “Per salvare la democrazia – secondo Provenzano – bisogna salvare i partiti e per salvare i partiti, in Italia, bisogna salvare il Partito Democratico”, l’unico in grado di combattere l’ingiustizia sociale. Salvarlo significa rafforzare la solidarietà e la voglia di vita in comune dei suoi militanti e “somigliare di più alle parole chediciamo”.
L’assemblea è stata l’occasione anche per il rinnovo degli organismi statutari con l’elezione di Cristina Papa a presidente con Donatella Casciarri e Daniele Longaroni vice; tesoriere Enzo Santucci, che presto sarà affiancato da un comitato di tesoreria, e Andrea Cavicchioli, Manola Tromboni, Gianfranco Chiacchieroni, Valter Carloia e Stefania Capacci in commissione di garanzia.

Coronavirus, Gruppo PD: obbligo di auto-certificazione e tamponi per chi rientra in Umbria

Coronavirus, Gruppo PD: obbligo di auto-certificazione e tamponi per chi rientra in Umbria

La Fase due non può essere sinonimo di ‘liberi tutti’ e non possiamo permetterci neanche di vanificare gli sforzi e la responsabilità dimostrate dagli umbri, sino ad oggi. È opportuno che la Regione provveda ad emanare una ordinanza relativa a misure di controllo obbligatorie, quali comunicazione e tamponi, per chi rientra in Umbria, per tutti coloro che rientrano nei propri domicili e residenze o che arrivano in regione per soggiorni prolungati autorizzati.

Non appare adeguato da questo punto di vista il provvedimento della Direzione alla Salute, con iniziative del tutto facoltative, a causa dello strumento giuridico inadeguato. Per mantenere il livello di sicurezza della nostra regione è infatti necessaria una ordinanza ad hoc della Presidente Tesei, un provvedimento che metta nero su bianco l’obbligo di comunicare l’arrivo al sindaco e alla Asl di riferimento, con contestuale isolamento domiciliare e tampone, soprattutto per chi rientra da territori a rischio verso il proprio domicilio o la propria residenza, o viene in Umbria per soggiorni autorizzati.

Misure di buon senso, per non mettere a rischio il grande lavoro e la grande responsabilità dimostrata dagli umbri.

Cassa integrazione in deroga: dalla Giunta gravi carenze e ritardi

Cassa integrazione in deroga: dalla Giunta gravi carenze e ritardi

Nonostante avessimo sollevato il problema come urgenza sin dal primo momento, sulla Cassa Integrazione in Deroga siamo costretti a denunciare gravi carenze e ritardi da parte della Giunta, nonostante sia integralmente competenza regionale.

Prima si è perso tempo nell’attivare le pratiche e ad oggi quasi 3mila domande attendono ancora una risposta. Una situazione che non dipende dagli uffici, che stanno facendo un grande lavoro e dando il massimo, analizzando centinaia di richieste il giorno, ma dalle scelte della Giunta. Fino a pochi giorni fa, infatti, sulle pratiche di autorizzazione della CIGD erano state dedicate soltanto due unità di personale, che dopo la denuncia delle lunghe attese da parte delle imprese sono salite a 25. Vicenda su cui preferiamo stendere un velo pietoso.

Intanto, Emilia-Romagna e Lazio, così come altre regioni, non solo hanno chiuso tutte le pratiche presentate, ma hanno costituito specifici fondi regionali e stretto accordi con l’Associazione Bancaria Italiana per la anticipazione diretta ai lavoratori. In Umbria le notevoli difficoltà causate dalla Giunta stanno invece facendo procedere a rilento l’iter di approvazione delle domande, nonostante l’eccellente lavoro del personale costretto come solito a sopperire alle inefficienze del centro-destra.

Ad oggi non ci risultano interlocuzioni tra Giunta, sindacati, mondo delle imprese, istituti di credito e ABI per la creazione di protocolli quadro per la liquidazione anticipata degli ammortizzatori sociali. Come se il sostegno al reddito dei lavoratori delle aziende in difficoltà per problematiche legate all’emergenza Covid-19 non fossero una priorità per chi oggi governa l’Umbria.

Come rappresenti istituzionali stiamo ricevendo numerose segnalazioni da tutti quei lavoratori che attendono il riconoscimento della cassa integrazione in deroga. Riteniamo doveroso monitorare e fare la nostra parte perché su questioni fondamentali come questa, la giunta regionale si adoperi per dare risposte immediate ai cittadini, anziché sbandierare fantomatiche misure economiche di cui non si ha traccia in bilancio e continuare a perdere tempo a contestare sistematicamente ogni scelta del Governo. Chiediamo che siano previste le risorse necessarie a questo scopo, anche con una variazione di bilancio che noi ci impegniamo già da ora a votare.

Vertenza Sangemini, Paparelli e Bori (PD): l’emergenza Covid-19 non diventi un alibi. Governo pronto ad intervenire e la Regione che fa?

Vertenza Sangemini, Paparelli e Bori (PD): l’emergenza Covid-19 non diventi un alibi. Governo pronto ad intervenire e la Regione che fa?

La situazione di emergenza sanitaria attuale non può, in alcun caso, giustificare le scelte aziendali di Sangemini e Amerino che rischiano di portare l’azienda alla chiusura definitiva delle attività.

La Giunta Regionale è stata sollecitata più volte e da più parti a intervenire, ma continua a manifestare la propria irresponsabile indifferenza cercando di scaricare le responsabilità altrove. Già a febbraio, vista la gravità della situazione, avevamo manifestato preoccupazione per il futuro dei lavoratori delle due aziende e presentato, contestualmente, un’interrogazione urgente in cui si chiedeva di conoscere quali provvedimenti intendesse adottare la Regione Umbria a tutela dell’occupazione, oltre che per assicurare la strategicità dei siti produttivi di questi due marchi storici delle acque minerali umbre. Ad oggi non abbiamo avuto risposta, nonostante siano state ampiamente superata le scadenze previste dal regolamento e dallo statuto della Regione.

A distanza di tre mesi i dipendenti sono ancora più in difficoltà e tornano giustamente a chiedere certezze, e non certo provvedimenti come la cassa integrazione, che rischia ad aggravare ulteriormente anche loro condizione economica e sociale. Il settore dell’agroalimentare, in generale, e quello delle acque minerali, in particolare non ha subito in questo periodo di emergenza una crisi di mercato, e quindi la cassa integrazione non è giustificata.

È giunto il momento che le istituzioni regionali battano un colpo: nonostante l’azienda ritenga che le trattative debbano avvenire sul piano nazionale, noi restiamo convinti che, invece, le questioni territoriali devono essere affrontate in Umbria e che la Giunta regionale deve intervenire subito per evitare il concreto rischio di chiusura delle attività.

In attesa di un tavolo regionale e nazionale si accolgano intanto le richieste dei lavoratori che chiedono legittimamente di ridurre le giornate mensili di cassa integrazione, portandole da 8 a 6, con anticipo della stessa indennità. Ciò a vantaggio anche della stessa azienda, affinché possa produrre e distribuire a pieno ritmo un bene primario come l’acqua, che proprio nel pieno di una crisi sanitaria ed economica come quella che stiamo vivendo, non va fermata ma assicurata.

Coronavirus, Gruppo PD: autorizzare spostamenti per attività agricole e allevamenti amatoriali

Coronavirus, Gruppo PD: autorizzare spostamenti per attività agricole e allevamenti amatoriali

I nostri consiglieri regionali Tommaso Bori, Simona Meloni e Michele Bettarelli hanno scritto una lettera aperta alla presidente Tesei e all’assessore all’agricoltura Morroni, allo scopo di portare all’attenzione della Giunta alcune tematiche inerenti l’agricoltura e l’allevamento che necessitano di un atto specifico. La proposta è che si adotti una delibera che autorizzi gli spostamenti, all’interno del proprio comune o verso comune limitrofo, per lo svolgimento in forma amatoriale di attività agricole e la conduzione di allevamenti di animali da cortile, nel rispetto di quanto previsto dalle disposizioni nazionali relative all’emergenza Covid-19.

In Umbria, forse in misura maggiore che in altre regioni una delle attività con ampia diffusione è la coltivazione di piccoli appezzamenti di terreno di proprietà, in affitto, o in collaborazione con altre persone, per il consumo personale e l’allevamento di animali da cortile. Tale attività ha un importante ruolo nell’economia familiare ed assume un carattere di produzione solidaristica e di rilievo sociale nelle esperienze degli ‘Orti sociali e solidali’, promossi spesso da Enti pubblici e religiosi, che garantiscono il sostentamento di numerose famiglie in condizione di disagio economico.

Siamo certi che autorizzando lo spostamento per non più di una volta al giorno, al massimo di due componenti del nucleo familiare, ed escludendo dall’applicazione le zone rosse regionali, potrà essere garantita la sicurezza della salute pubblica.

Coronavirus: lettera aperta della minoranza alla Presidente di Regione

Coronavirus: lettera aperta della minoranza alla Presidente di Regione

Cara Presidente,

la nostra disponibilità a collaborare nel pieno di quest’emergenza sanitaria, economica e sociale, era e rimane totale. Abbiamo creduto, fin dall’inizio, in una dialettica limpida, tra posizioni differenti, tesa a favorire un clima politico positivo, per superare insieme questo passaggio difficilissimo della nostra storia regionale. Pur non avendo ricevuto da Lei, ancora ad oggi, alcun segno concreto di disponibilità ad un confronto con le minoranze, continuiamo a ritenere che un’emergenza come quella che stiamo vivendo, richieda, come ribadito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, unità e senso delle istituzioni.

La responsabilità istituzionale  ci ha guidato fin dalle prime fasi di approvazione del nuovo bilancio, allorquando ne abbiamo consentito, come noto, una celere approvazione, dando il via libera alle necessarie deroghe statutarie e regolamentari. Abbiamo espresso in quel contesto un voto di astensione, in attesa di poter discutere insieme una variazione di bilancio fondamentale per mettere a disposizione dei nostri concittadini risorse aggiuntive rispetto a quelle rese disponibili dal Governo nazionale. E lo abbiamo fatto coerentemente all’approvazione di un ordine del giorno unanime della massima assise regionale. Tutto ciò è, ancora oggi, ampiamente disatteso, compreso l’odg approvato da tutte le forze politiche, che impegnava la Giunta Regionale a tenere costantemente informati, condividendo idee e proposte, i rappresentanti istituzionali e le minoranze circa l’andamento della situazione emergenziale. Nonostante ciò, in queste settimane le abbiamo continuato a rappresentare, in vario modo e da più parti, la necessità di attivare una cabina di regia unitaria, con la partecipazione delle minoranze consiliari, così come accade a livello nazionale con il Presidente del consiglio Conte e come stanno già facendo altri presidenti di Regione, Bonaccini in primis, che ha stabilito perfino più incontri settimanali con le opposizioni, in cui si avanzano proposte e domande all’intera Giunta.

La condivisione senza condizionamenti o retropensieri, ci sembra il giusto modo di affrontare i problemi e gestire le cose. Abbiamo chiesto un luogo per partecipare alle scelte, dare suggerimenti, fare proposte e condividere le criticità per il bene dei cittadini umbri e per il futuro di questo Paese, di cui rappresentiamo, non solo geograficamente, il cuore più verde. Abbiamo avanzato sin dall’inizio proposte serie e concrete per l’emergenza sanitaria e per mettere in sicurezza tutti i nostri operatori della sanità, compresi i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, per riconoscere loro il valore del lavoro che stanno svolgendo; abbiamo lanciato l’allarme sulla gestione e sui rischi nelle RSA; proposto strutture residenziali per evitare gli isolamenti domiciliari con i familiari dei positivi; abbiamo avanzato proposte per allargare gli ammortizzatori sociali ad ogni forma di lavoro e di precariato oltre che per chiedere sicurezza totale per chi ogni giorno si reca al lavoro; abbiamo fatto proposte per le imprese piccole e medie, per il turismo, per gli artigiani e per i commercianti; abbiamo chiesto di garantire il diritto allo studio ad ogni studente; abbiamo offerto la nostra totale disponibilità ed avanzato idee per gestire l’inevitabile crisi economica e sociale che l’emergenza sanitaria globale genererà, con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno.

Il nostro non era, e non è, un appello al consociativismo ma anzi il suo esatto contrario: un gesto di generosa disponibilità per condividere il peso delle scelte di un governo, politicamente e oggi anche istituzionalmente, distante da noi e dalla nostra concezione della politica, senza chiedere nulla in cambio, se non la possibilità di lavorare insieme per contrastare al meglio gli effetti di questa emergenza sanitaria, economica e sociale. Alla sua indifferenza, sin qui dimostrata, e alla supposta autosufficienza, intendiamo rispondere con questa lettera aperta, indirizzata a Lei e a tutti gli umbri. Un rinnovato appello di donne e di uomini che hanno scelto di servire le istituzioni democratiche regionali, perché sentono forte l’esigenza di spendersi per il bene comune. La politica non può più permettersi di erigere muri quando, nella società, si fa sempre più forte il bisogno di un’azione unitaria, pur nella diversità di vedute. Troviamo insieme un terreno comune di confronto, siamo ancora in tempo, accogliamo il monito che ci giunge dalle più alte cariche dello Stato. Lei sa bene che essere umbri, ovvero figli di una terra che ha forgiato in tutti noi una mite fierezza, porta con sé la responsabilità di lavorare con umiltà e determinazione anche in condizioni spesso avverse. Oggi come ieri, i nostri cittadini si aspettano, aldilà dei colori politici, una maggiore incisività e velocità nelle scelte, insieme ad un crescente bisogno di credere nelle capacità e nel lavoro di chi li rappresenta. Avvertiamo questa responsabilità e questa urgenza e vorremmo che, Lei per prima, dimostri di voler essere la Presidente di tutti, accogliendo il contributo di tutte le persone di buona volontà.

Segnalare criticità ed elargire consigli, avanzare proposte concrete, all’interno delle istituzioni in cui siamo stati democraticamente eletti, è un dovere morale ancor prima che politico, non va vissuto come lesa maestà. Il fatto di aver visto in diversi casi accolte, anche se non riconosciute, le nostre proposte sia in ambito sanitario che in quello economico, ci ha fatto solo piacere, a dimostrazione della positività dei nostri contributi. Non ci aspettavamo, né ci aspettiamo, un plauso da Lei, ma ci appare quantomeno ingenerosa questa sua indifferenza. Le abbiamo scritto, telefonato e l’abbiamo contattata a più riprese per sollecitare un incontro ma non abbiamo ricevuto neppure un segno di cortese risposta.

Per questo, sentiamo il dovere di rappresentare pubblicamente e direttamente ai cittadini umbri queste nostre posizioni perché possano comprendere fino in fondo la realtà dei fatti e trarne le loro conclusioni.

Coronavirus, Gruppo PD: la Giunta chiarisca sulle misure da applicare per la gestione emergenza polo ospedaliero di Orvieto

Coronavirus, Gruppo PD: la Giunta chiarisca sulle misure da applicare per la gestione emergenza polo ospedaliero di Orvieto

La Giunta Regionale deve chiarire quanto prima, alla luce delle criticità emerse nel territorio, quali misure si intende applicare per la gestione dell’emergenza Covid-19 nel comprensorio orvietano. In particolare per quel che riguarda polo ospedaliero di Orvieto, che rappresenta un presidio strategico in un territorio ben collegato con la bassa Toscana e l’alto Lazio, ma distante dagli altri presidi sanitari umbri.

Come noto, la zona dell’orvietano è stata tra le prime a registrare la presenza di contagi da Covid-19 e, ancora oggi, i dati indicano una presenza relativamente alta di casi positivi in rapporto alla popolazione residente e rispetto al resto del territorio regionale. Particolarmente preoccupanti i contagi riscontrati tra il personale sanitario ospedaliero, tali da aver comportato la chiusura dei reparti di chirurgia e ortopedia e le relative procedure di sanificazione degli ambienti. Nonostante il grande impegno degli operatori sanitari, a cui rivolgiamo il nostro ringraziamento, non risulta ancora definita l’attribuzione dei posti di terapia intensiva spettanti all’ospedale di Orvieto, determinando non solo una situazione di insicurezza nella popolazione, ma anche penalizzando la funzionalità dei vari reparti.

Lo stesso presidio ‘Santa Maria della Stella’ è classificato come struttura ospedaliera con un duplice ruolo: quello di centro dell’emergenza-urgenza e di presidio sanitario territoriale per i cittadini del distretto. Il 5 aprile scorso l’assessore Coletto dichiarò pubblicamente di seguire con grande attenzione la situazione dell’Orvietano, sia quella dell’ospedale che quella dei centri di assistenza territoriale, non specificando però quando e se sono stati attivati percorsi differenziati e dedicati ai pazienti covid, se sono stati adottati protocolli specifici e forniti i dispositivi di protezione individuale sufficienti per la messa in sicurezza dei pazienti e dello stesso personale sanitario.

Il numero dei tamponi effettuati e previsti in quel territorio risulta ancora insufficiente, tanto più se messo in relazione al numero dei contagiati, rischiando così di distorcere anche la fase di monitoraggio prevista nell’ambito dell’emergenza. È urgente sapere se la Regione pensa di potenziare l’attività di screening sui contagi Covid-19 aumentando il numero dei tamponi previsti e introducendo i test anticorpali, qualora validati, anche per la zona dell’orvietano oltre che per tutto il territorio regionale.

I cittadini umbri dell’orvietano aspettano da tempo delle risposte: la Giunta si attiva per fare chiarezza al più presto.

Walter Verini scrive alla Presidente Tesei

Walter Verini scrive alla Presidente Tesei

Di seguito la lettera che il deputato e commissario del Pd Umbria Walter Verini ha inoltrato alla Presidente Tesei sull’emergenza Coronavirus

Cara Presidente,

anche la nostra comunità regionale sta attraversando giorni drammatici. Per questo l’ultima, ma proprio l’ultima cosa da fare è dare vita a propaganda e schermaglie politiche. Per questo non comprendiamo il senso delle tue prese di posizione contro il Governo, proprio – tra l’altro – nelle stesse ore in cui il tuo assessore ringraziava il commissario per l’emergenza per la collaborazione.

Nell’emergenza nazionale il Governo, anche prima di altri Paesi, ha fatto e sta facendo il possibile: per l’Umbria sono arrivati altri 15 ventilatori polmonari (intensivi e sub-intensivi) oltre a quelli già presenti. Anche in altre regioni sono arrivati dello stesso tipo: hanno tradotto le istruzioni, se scritte in lingua straniera! E se qualche presidio deve essere “adattato” lo si può fare in un giorno, massimo due. Lo si faccia anche in Umbria. Sono arrivate, inoltre, 744.960 mascherine e 1900 camici anti-contagio. Altre 50.000 mascherine sono da ieri in distribuzione. Si continuerà, incessantemente, su questa strada. Facendo il possibile, e il più possibile in fretta, superando problemi, ritardi, criticità contro un nemico terribile.

Il gruppo PD in Regione ha formulato proposte serie per l’emergenza, relativamente alle competenze regionali in materia. Che sono tante. E l’altro ieri è stato raccolto e trasmesso il grido di allarme e preoccupazione di tutti gli operatori sanitari e delle associazioni mediche in trincea, che lamentavano aspetti di disorganizzazione e criticità regionali. È stato fatto con preoccupazione, non per polemica. Tu rispondi attaccando il Governo. Non è il momento degli attacchi. Noi offriamo la nostra collaborazione in questo momento drammatico. Lo facciamo in quanto sostenitori del Governo, parlamentari, consiglieri regionali.

Lo abbiamo fatto ogni giorno in queste terribili settimane, lo stiamo facendo anche oggi e continueremo a farlo domani, così come fanno le decine e decine di Sindaci ed amministratori locali che, anche in Umbria, giorno e notte, sono vicini ai loro cittadini.

Tornerà, anche nella nostra Regione, il tempo delle contrapposizioni e delle polemiche, anche se dovrà essere corale lo sforzo per risollevarci. Oggi, cara Presidente, è davvero il momento di assumerci tutti insieme le proprie responsabilità, lasciando da parte i rimpalli, la propaganda, lo scaricabarile. Non sono capiti dalla nostra comunità e, soprattutto, sono inutili, tanto più in un momento come quello che stiamo vivendo.

Walter Verini, deputato e Commissario Pd dell’Umbria