Il Pd di Assisi organizza “Da migranti a cittadini d’Europa”

Il Pd di Assisi organizza “Da migranti a cittadini d’Europa”

Il Pd di Assisi organizza “Da migranti a cittadini d’Europa”. Appuntamento il Appuntamento il 13 aprile alle 17 al Valle d’Assisi Hotel, in via San Bernardino da Siena a Santa Maria degli Angeli.

“Perché parlare d’Europa? Perché ci fa bene ricordare che anche noi Italiani siamo stati migranti, spesso proprio in paesi che oggi fanno parte dell’Unione europea come noi. Perché ci fa bene capire che in un mondo di 7 miliardi di persone la voce isolata di uno Stato di 60 milioni di abitanti ha un peso irrisorio e per essere davvero sentiti – e a volte fare anche “la voce grossa” – serve essere uniti”, scrive il Pd.

Nel presentare Da migranti a cittadini d’Europa, il Pd spiega che “ci fa bene sentirci parte di una democrazia ampia e partecipata, con delle difficoltà e imperfezioni, ma con grandi benefici, molti dei quali troppo sottovalutati. Pensiamo solo alle aziende e agli incentivi per l’innovazione e le assunzioni, ai cittadini, con i numerosi bandi rivolti allo sviluppo socio-economico e a tutto quello che l’UE fa per i giovani, le donne, gli anziani, le minoranze, le famiglie con figli piccoli e in realtà per ognuno di noi”.

“Ognuno di Noi è cittadino europeo e anche Voi fate parte di questa grande Voce. Non perdete l’occasione del 13 aprile (ore 17 presso Valle d’Assisi – S.M.Angeli), insieme a relatori d’eccezione parleremo di Unione europea ‘dalla nascita alla descrizione di ciò che significa oggi anche in termini di diritti di cittadinanza e di politica degli investimenti’. Uno spazio di riflessione e approfondimento dedicato a tutti i cittadini”.

Laureti candidata alle Europee col Pd

Consigliere d’opposizione a Spoleto vicina a Zingaretti entra nella lista della circoscrizione centrale

Camilla Laureti è candidata al Parlamento europeo con la lista del Partito Democratico. A ufficializzare il suo nome è stato il segretario Nicola Zingaretti insieme a quello di altre 38 donne e 37 uomini in corsa nelle cinque circoscrizioni. Giornalista 44enne, Laureti è consigliere comunale di opposizione a Spoleto, comune in cui alle amministrative del 2018 è stata candidata sindaco con l’appoggio del Pd, non riuscendo però ad agguantare la fascia tricolore per un’ottantina di voti, con coda di veleni e accuse proprio tra i democratici. A distanza di dieci mesi, invece, Laureti, molto vicina a Zingaretti, entra come candidata del Pd umbro nella squadra della circoscrizione centrale, che comprende anche Toscana, Lazio e Marche. Alla fine lei ha avuto la meglio sul sindaco di Narni e vicesegretario del Pd regionale, Francesco De Rebotti, l’altro nome che i dem avevano proposto per la corsa a Bruxelles. Per qualche giorno, comunque, è anche circolato il nome della presidente di Regione Catiuscia Marini come candidata al Parlamento europeo, ma l’ipotesi è presto tramontata. A spuntarla alla fine è stata la Laureti che, oltreché a Spoleto e in Umbria, dovrebbe raccogliere voti anche a Roma e provincia. L’elezione di un candidato umbro è particolarmente complessa sia per le dimensioni della circoscrizione che per i pretendenti, tra tutti gli eurodeputati uscenti in cerca di rielezione Simona Bonafè capolista, David Sassoli e Roberto Gualtieri.

Terni, il Partito democratico: «Il sindaco si apra alla città o se ne vada»

Terni, il Partito democratico: «Il sindaco si apra alla città o se ne vada»

Il gruppo Dem: «Siamo preoccupati per la città, finora solo litigi in giunta»

partito democratico terni . PD Umbria«Il sindaco Latini dica la verità alla città oppure se ne vada: è chiaro ormai che non sta raccontando come vanno realmente le cose all’interno della sua giunta». Così il gruppo del Partito democratico attacca il primo cittadino di Terni Leonardo Latini e il suo esecutivo. Attacchi che arrivano da una conferenza stampa a cui hanno preso parte il segretario regionale Gianpiero Bocci, il senatore e segretariocomunale Leonardo Grimani, il deputato Walter Verini, il vicepresidente della giunta regionale Fabio Paparelli e i consiglieri comunali ternani, il capogruppo Francesco Filipponi, Tiziana De Angelis e Valdimiro Orsini.

L’attacco «In pochi mesi – ha spiegato Bocci nel suo intervento – il sindaco si ritrova con pezzi della maggioranza che dicono che questa amministrazione non solo non mantiene le promesse elettorali fatte, ma è senza idee e senza progetti per la città. Questo non lo dicono solo i consiglieri del Pd, ma anche i suoi stessi uomini, li stessi che dopo le elezioni erano visti come salvatori della patria e adesso invece lo stanno abbandonando». Il riferimento è all’ormai ex assessore al Bilancio Fabrizio Dominici, a cui Latini lunedì scorso ha ritirato le deleghe. «La città non merita questo teatrino e il sindaco si deve aprire, deve parlare alla città altrimenti se ne vada, i ternani non meritano tutto questo». «Manca una visione di città – ha spiegato Grimani – e noi esprimiamo tutta la nostra perplessità». «Sono bastati nove mesi di governo della Lega – spiega Paparelli – per certificare il fallimento delle loro mire. Salvini viene a Terni a farsi i selfie ma intanto non fa nulla per i 13 milioni del Piano periferie». «Questa giunta – ha detto la De Angelis – si caratterizza per una sciatteria e incompetenza che penalizzano la città. E di questo siamo preoccupati».

Primarie Pd, più di 30mila votanti in Umbria: Zingaretti supera il 62%

Primarie Pd, più di 30mila votanti in Umbria: Zingaretti supera il 62%

Martina fermo al 21,11%, Giachetti al 16%. Affluenza boom, più di 30mila voti

Nicola Zingaretti dilaga anche in Umbria e sfonda quota 60%. E’ lui il nuovo segretario del Partito Democratico dopo le primarie del 3 marzo. E l’affluenza regala un buon segnale per il Pd in vista delle elezioni europee e anche per le regionali del 2020. In Umbria, secondo i dati del Pd, si sono registrati più di 30mila voti validi. Superata – e di parecchio – la soglia di dicembre nel giorno della scelta di Gianpiero Bocci come segretario regionale.

Maurizio Martina, il ‘candidato’ appoggiato tra gli altri dalla presidente Marini, si ferma al 21,11%. E cioè circa 6500 voti (sommate tutte le liste). Roberto Giachetti (in coppia con la parlamentare umbra Anna Ascani) tocca il 16,08% (4918 voti). Zingaretti supera i 19.200 voti e il 62%.

E su Facebook, Zingaretti scrive: “Dedichiamo questa vittoria a Greta, la ragazza svedese che lotta per la salvezza del pianeta. Dedichiamo questa vittoria a tutti i ragazzi che il 15 marzo riempiranno le piazze italiane per la salvezza del pianeta. Dedichiamo questa vittoria ai cinque milioni di poveri che soffrono per le ingiustizie e che noi vi giuriamo aiuteremo a riscattarsi. Dedichiamo questa vittoria ai troppi giovani disoccupati che hanno diritto al lavoro, agli studenti e alle studentesse che vengono ignorati. E ora voltiamo pagina“.

Il capolista di Zingaretti nel collegio di Perugia 1, Tommaso Bori, esulta: ” Un paio di dati: superata di molto la partecipazione alle primarie regionali in Umbria, affluenza alta in tutta Italia che potrebbe raggiungere 1 milione e 800 mila persone. Vince di netto Nicola Zingaretti che si afferma a livello locale e nazionale (intorno al 70%, un traguardo insperato fino a pochi giorni fa). Grazie a tutti dell’impegno e della fiducia, cercheremo di esserne all’altezza in assemblea nazionale“. E ancora: “Domani non sarà la ricorrenza funesta delle elezioni con il peggior risultato nella storia del centro-sinistra, ma una data di riscatto per chi crede nelle nostre idee e combatte per i valori. Sono state le primarie dell’Italia, non solo del Partito Democratico: finalmente tornerà ad essere la casa di tutti, dismettendo l’autoreferenzialità e tornano ad aprirsi alla società e alle energie migliori della società. Gli unici avversari saranno il partito dell’odio e il movimento della paura che ci stanno portando allo sfascio. Noi costruiremo l’alternativa, non solo l’opposizione urlata“.

Oltre al segretario, si votava anche per le rispettive liste. Diciasette posti, 56 candidati per l’assemblea nazionale del Partito Democratico. Due le liste per Maurizio Martina. A Perugia 1 “Fianco a fianco. Martina segretario” con Alessia Dorillo, Francesco Giacopetti, Stefania Ercolanoni, Fabrizio Rocchi, Cristina Monaldi, Armando Teatini. Sempre a Perugia 1 anche “Umbria per Martina”: Marco Vinicio Guasticchi, Carla Casciari, Domenico Caprini, Silvia Rodo, Fabio Nicchiarelli.
A Perugia 2, lista, “Fianco a fianco. Martina segretario”, con Luca Barberini, Fernanda Cecchini, Lodovico Baldini, Virna Venerucci, Roberto Loretoni, Giuliana Falaschi e Alessio Passeri.

Zingaretti, a Perugia1, ha Tommaso Bori, Valeria Cardinali, Stefano Coppetti, Cristina Tudo, Ruben Carletti, Giovanna Gattobigio. Per quanto riguarda Perugia 2 ci sono Giovanni Patriarchi, Catia Massetti, Daniele Benedetti, Morena Bigini, Lorenzo Polidori, Maura Franquillo, Andrea Pensi. A Terni Fabio Paparelli, Martina Mescolini, Agnese Cupido.

Infine Giachetti (e Ascani), con la lista “Sempre avanti”. A Perugia 1 Irene Pula, Giovanni Manca, Monia Tassi, Michele Gorello, Luigina Migliorini, Nicolò Sabatini. A Perugia 2 Andrea Vannini, Francesca Vagniluca, Matteo Giontella, Cristina Gustinelli, Gabrio Ganovelli, Anna Lupidi, Luca Nardoni. A Terni Emanuela Guanciale, Marsilio Marinelli, Sistina Sabellito, Yari Lupatelli.

 

Anche il PD Trasimeno aderisce alla manifestazione contro il DDL Pillon

Anche il PD Trasimeno aderisce alla manifestazione contro il DDL Pillon

Il PD Trasimeno ed il PD Perugia hanno aderito alla manifestazione

La Segreteria Comunale e il Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Perugia, oltre che al PD Trasimeno, hanno aderito alla mobilitazione generale del 10 novembre indetta contro il Disegno di Legge 735 (c.d. Decreto Pillon). “Il Decreto Pillon è una vera e propria pugnalata all’attuale impostazione del diritto di famiglia: si obbligano i coniugi in via di separazione a richiedere i servigi (a pagamento) di un mediatore familiare; si scardina il concetto di affido condiviso trasformando il figlio di una coppia separata in un “pendolare” costringendolo a vivere perennemente con la valigia in mano per sottostare al piano genitoriale, ossia alla tabella degli orari, redatta dal mediatore familiare, come fosse un orario ferroviario. L’assegno di mantenimento verrà abolito: chi si trova in una situazione di maggiore dipendenza economica e povertà – quasi sempre le donne – sarà sottoposta a un vero e proprio ricatto economico, affronterà la separazione o il percorso di liberazione dalla violenza domestica al prezzo di una crescente precarietà”.

Neanche i casi in cui la separazione avvenga per cause legate a violenza domestica sfuggono alle imposizioni del Senatore Pillon: i confronti tra i coniugi e il mediatore familiare dovranno avvenire comunque, sottoponendo il componente debole della coppia ad uno stress emotivo e psicologico fortissimo; finché la violenza domestica non è “comprovata” (come dice la proposta, senza ulteriori chiarimenti), bambini e bambine saranno costretti ad avere rapporti con il padre violento e una donna che denuncia la violenza subita dal marito, sarà facilmente sospettata di manipolare i figli contro il padre, rischiando di perdere la responsabilità genitoriale. Quella del Senatore Pillon e della Lega, partito tra le cui fila è stato eletto, è una crociata contro le libertà civili e individuali di donne, uomini e bambini coinvolti, a vario titolo, nelle separazioni e nei divorzi. È una crociata figlia di un machismo barbaro che vagheggia ancora una idea antistorica di famiglia patriarcale dove l’uomo è il dominus incontrastato e dove i figli e la moglie sono poco più di una sua proprietà; ha un’idea di società che cozza con le conquiste in tema di diritti civili che il nostro Paese ha fatto nei decenni passati; un’idea di Stato che, invece di perseguire gli alti ideali della nostra Costituzione, obbliga all’infelicità i propri cittadini, relegandoli al ruolo di sudditi sottoposti ai diktat del Senatore Pillon”.

Per tutti questi motivi  crediamo sia necessario aderire alla mobilitazione del 10 novembre, e invitiamo tutti coloro che credono in una idea diversa di libertà e di diritti civili rispetto a quella del Senatore Pillon a fare altrettanto, per manifestare a chiare lettere e a gran voce la nostra contrarietà a quella che è una regressione politica e civile, ma ancor prima sociale e culturale.”