Coronavirus, Gruppo PD: obbligo di auto-certificazione e tamponi per chi rientra in Umbria

Coronavirus, Gruppo PD: obbligo di auto-certificazione e tamponi per chi rientra in Umbria

La Fase due non può essere sinonimo di ‘liberi tutti’ e non possiamo permetterci neanche di vanificare gli sforzi e la responsabilità dimostrate dagli umbri, sino ad oggi. È opportuno che la Regione provveda ad emanare una ordinanza relativa a misure di controllo obbligatorie, quali comunicazione e tamponi, per chi rientra in Umbria, per tutti coloro che rientrano nei propri domicili e residenze o che arrivano in regione per soggiorni prolungati autorizzati.

Non appare adeguato da questo punto di vista il provvedimento della Direzione alla Salute, con iniziative del tutto facoltative, a causa dello strumento giuridico inadeguato. Per mantenere il livello di sicurezza della nostra regione è infatti necessaria una ordinanza ad hoc della Presidente Tesei, un provvedimento che metta nero su bianco l’obbligo di comunicare l’arrivo al sindaco e alla Asl di riferimento, con contestuale isolamento domiciliare e tampone, soprattutto per chi rientra da territori a rischio verso il proprio domicilio o la propria residenza, o viene in Umbria per soggiorni autorizzati.

Misure di buon senso, per non mettere a rischio il grande lavoro e la grande responsabilità dimostrata dagli umbri.

Cassa integrazione in deroga: dalla Giunta gravi carenze e ritardi

Cassa integrazione in deroga: dalla Giunta gravi carenze e ritardi

Nonostante avessimo sollevato il problema come urgenza sin dal primo momento, sulla Cassa Integrazione in Deroga siamo costretti a denunciare gravi carenze e ritardi da parte della Giunta, nonostante sia integralmente competenza regionale.

Prima si è perso tempo nell’attivare le pratiche e ad oggi quasi 3mila domande attendono ancora una risposta. Una situazione che non dipende dagli uffici, che stanno facendo un grande lavoro e dando il massimo, analizzando centinaia di richieste il giorno, ma dalle scelte della Giunta. Fino a pochi giorni fa, infatti, sulle pratiche di autorizzazione della CIGD erano state dedicate soltanto due unità di personale, che dopo la denuncia delle lunghe attese da parte delle imprese sono salite a 25. Vicenda su cui preferiamo stendere un velo pietoso.

Intanto, Emilia-Romagna e Lazio, così come altre regioni, non solo hanno chiuso tutte le pratiche presentate, ma hanno costituito specifici fondi regionali e stretto accordi con l’Associazione Bancaria Italiana per la anticipazione diretta ai lavoratori. In Umbria le notevoli difficoltà causate dalla Giunta stanno invece facendo procedere a rilento l’iter di approvazione delle domande, nonostante l’eccellente lavoro del personale costretto come solito a sopperire alle inefficienze del centro-destra.

Ad oggi non ci risultano interlocuzioni tra Giunta, sindacati, mondo delle imprese, istituti di credito e ABI per la creazione di protocolli quadro per la liquidazione anticipata degli ammortizzatori sociali. Come se il sostegno al reddito dei lavoratori delle aziende in difficoltà per problematiche legate all’emergenza Covid-19 non fossero una priorità per chi oggi governa l’Umbria.

Come rappresenti istituzionali stiamo ricevendo numerose segnalazioni da tutti quei lavoratori che attendono il riconoscimento della cassa integrazione in deroga. Riteniamo doveroso monitorare e fare la nostra parte perché su questioni fondamentali come questa, la giunta regionale si adoperi per dare risposte immediate ai cittadini, anziché sbandierare fantomatiche misure economiche di cui non si ha traccia in bilancio e continuare a perdere tempo a contestare sistematicamente ogni scelta del Governo. Chiediamo che siano previste le risorse necessarie a questo scopo, anche con una variazione di bilancio che noi ci impegniamo già da ora a votare.

Vertenza Sangemini, Paparelli e Bori (PD): l’emergenza Covid-19 non diventi un alibi. Governo pronto ad intervenire e la Regione che fa?

Vertenza Sangemini, Paparelli e Bori (PD): l’emergenza Covid-19 non diventi un alibi. Governo pronto ad intervenire e la Regione che fa?

La situazione di emergenza sanitaria attuale non può, in alcun caso, giustificare le scelte aziendali di Sangemini e Amerino che rischiano di portare l’azienda alla chiusura definitiva delle attività.

La Giunta Regionale è stata sollecitata più volte e da più parti a intervenire, ma continua a manifestare la propria irresponsabile indifferenza cercando di scaricare le responsabilità altrove. Già a febbraio, vista la gravità della situazione, avevamo manifestato preoccupazione per il futuro dei lavoratori delle due aziende e presentato, contestualmente, un’interrogazione urgente in cui si chiedeva di conoscere quali provvedimenti intendesse adottare la Regione Umbria a tutela dell’occupazione, oltre che per assicurare la strategicità dei siti produttivi di questi due marchi storici delle acque minerali umbre. Ad oggi non abbiamo avuto risposta, nonostante siano state ampiamente superata le scadenze previste dal regolamento e dallo statuto della Regione.

A distanza di tre mesi i dipendenti sono ancora più in difficoltà e tornano giustamente a chiedere certezze, e non certo provvedimenti come la cassa integrazione, che rischia ad aggravare ulteriormente anche loro condizione economica e sociale. Il settore dell’agroalimentare, in generale, e quello delle acque minerali, in particolare non ha subito in questo periodo di emergenza una crisi di mercato, e quindi la cassa integrazione non è giustificata.

È giunto il momento che le istituzioni regionali battano un colpo: nonostante l’azienda ritenga che le trattative debbano avvenire sul piano nazionale, noi restiamo convinti che, invece, le questioni territoriali devono essere affrontate in Umbria e che la Giunta regionale deve intervenire subito per evitare il concreto rischio di chiusura delle attività.

In attesa di un tavolo regionale e nazionale si accolgano intanto le richieste dei lavoratori che chiedono legittimamente di ridurre le giornate mensili di cassa integrazione, portandole da 8 a 6, con anticipo della stessa indennità. Ciò a vantaggio anche della stessa azienda, affinché possa produrre e distribuire a pieno ritmo un bene primario come l’acqua, che proprio nel pieno di una crisi sanitaria ed economica come quella che stiamo vivendo, non va fermata ma assicurata.

Coronavirus, Gruppo PD: autorizzare spostamenti per attività agricole e allevamenti amatoriali

Coronavirus, Gruppo PD: autorizzare spostamenti per attività agricole e allevamenti amatoriali

I nostri consiglieri regionali Tommaso Bori, Simona Meloni e Michele Bettarelli hanno scritto una lettera aperta alla presidente Tesei e all’assessore all’agricoltura Morroni, allo scopo di portare all’attenzione della Giunta alcune tematiche inerenti l’agricoltura e l’allevamento che necessitano di un atto specifico. La proposta è che si adotti una delibera che autorizzi gli spostamenti, all’interno del proprio comune o verso comune limitrofo, per lo svolgimento in forma amatoriale di attività agricole e la conduzione di allevamenti di animali da cortile, nel rispetto di quanto previsto dalle disposizioni nazionali relative all’emergenza Covid-19.

In Umbria, forse in misura maggiore che in altre regioni una delle attività con ampia diffusione è la coltivazione di piccoli appezzamenti di terreno di proprietà, in affitto, o in collaborazione con altre persone, per il consumo personale e l’allevamento di animali da cortile. Tale attività ha un importante ruolo nell’economia familiare ed assume un carattere di produzione solidaristica e di rilievo sociale nelle esperienze degli ‘Orti sociali e solidali’, promossi spesso da Enti pubblici e religiosi, che garantiscono il sostentamento di numerose famiglie in condizione di disagio economico.

Siamo certi che autorizzando lo spostamento per non più di una volta al giorno, al massimo di due componenti del nucleo familiare, ed escludendo dall’applicazione le zone rosse regionali, potrà essere garantita la sicurezza della salute pubblica.

Coronavirus: lettera aperta della minoranza alla Presidente di Regione

Coronavirus: lettera aperta della minoranza alla Presidente di Regione

Cara Presidente,

la nostra disponibilità a collaborare nel pieno di quest’emergenza sanitaria, economica e sociale, era e rimane totale. Abbiamo creduto, fin dall’inizio, in una dialettica limpida, tra posizioni differenti, tesa a favorire un clima politico positivo, per superare insieme questo passaggio difficilissimo della nostra storia regionale. Pur non avendo ricevuto da Lei, ancora ad oggi, alcun segno concreto di disponibilità ad un confronto con le minoranze, continuiamo a ritenere che un’emergenza come quella che stiamo vivendo, richieda, come ribadito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, unità e senso delle istituzioni.

La responsabilità istituzionale  ci ha guidato fin dalle prime fasi di approvazione del nuovo bilancio, allorquando ne abbiamo consentito, come noto, una celere approvazione, dando il via libera alle necessarie deroghe statutarie e regolamentari. Abbiamo espresso in quel contesto un voto di astensione, in attesa di poter discutere insieme una variazione di bilancio fondamentale per mettere a disposizione dei nostri concittadini risorse aggiuntive rispetto a quelle rese disponibili dal Governo nazionale. E lo abbiamo fatto coerentemente all’approvazione di un ordine del giorno unanime della massima assise regionale. Tutto ciò è, ancora oggi, ampiamente disatteso, compreso l’odg approvato da tutte le forze politiche, che impegnava la Giunta Regionale a tenere costantemente informati, condividendo idee e proposte, i rappresentanti istituzionali e le minoranze circa l’andamento della situazione emergenziale. Nonostante ciò, in queste settimane le abbiamo continuato a rappresentare, in vario modo e da più parti, la necessità di attivare una cabina di regia unitaria, con la partecipazione delle minoranze consiliari, così come accade a livello nazionale con il Presidente del consiglio Conte e come stanno già facendo altri presidenti di Regione, Bonaccini in primis, che ha stabilito perfino più incontri settimanali con le opposizioni, in cui si avanzano proposte e domande all’intera Giunta.

La condivisione senza condizionamenti o retropensieri, ci sembra il giusto modo di affrontare i problemi e gestire le cose. Abbiamo chiesto un luogo per partecipare alle scelte, dare suggerimenti, fare proposte e condividere le criticità per il bene dei cittadini umbri e per il futuro di questo Paese, di cui rappresentiamo, non solo geograficamente, il cuore più verde. Abbiamo avanzato sin dall’inizio proposte serie e concrete per l’emergenza sanitaria e per mettere in sicurezza tutti i nostri operatori della sanità, compresi i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, per riconoscere loro il valore del lavoro che stanno svolgendo; abbiamo lanciato l’allarme sulla gestione e sui rischi nelle RSA; proposto strutture residenziali per evitare gli isolamenti domiciliari con i familiari dei positivi; abbiamo avanzato proposte per allargare gli ammortizzatori sociali ad ogni forma di lavoro e di precariato oltre che per chiedere sicurezza totale per chi ogni giorno si reca al lavoro; abbiamo fatto proposte per le imprese piccole e medie, per il turismo, per gli artigiani e per i commercianti; abbiamo chiesto di garantire il diritto allo studio ad ogni studente; abbiamo offerto la nostra totale disponibilità ed avanzato idee per gestire l’inevitabile crisi economica e sociale che l’emergenza sanitaria globale genererà, con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno.

Il nostro non era, e non è, un appello al consociativismo ma anzi il suo esatto contrario: un gesto di generosa disponibilità per condividere il peso delle scelte di un governo, politicamente e oggi anche istituzionalmente, distante da noi e dalla nostra concezione della politica, senza chiedere nulla in cambio, se non la possibilità di lavorare insieme per contrastare al meglio gli effetti di questa emergenza sanitaria, economica e sociale. Alla sua indifferenza, sin qui dimostrata, e alla supposta autosufficienza, intendiamo rispondere con questa lettera aperta, indirizzata a Lei e a tutti gli umbri. Un rinnovato appello di donne e di uomini che hanno scelto di servire le istituzioni democratiche regionali, perché sentono forte l’esigenza di spendersi per il bene comune. La politica non può più permettersi di erigere muri quando, nella società, si fa sempre più forte il bisogno di un’azione unitaria, pur nella diversità di vedute. Troviamo insieme un terreno comune di confronto, siamo ancora in tempo, accogliamo il monito che ci giunge dalle più alte cariche dello Stato. Lei sa bene che essere umbri, ovvero figli di una terra che ha forgiato in tutti noi una mite fierezza, porta con sé la responsabilità di lavorare con umiltà e determinazione anche in condizioni spesso avverse. Oggi come ieri, i nostri cittadini si aspettano, aldilà dei colori politici, una maggiore incisività e velocità nelle scelte, insieme ad un crescente bisogno di credere nelle capacità e nel lavoro di chi li rappresenta. Avvertiamo questa responsabilità e questa urgenza e vorremmo che, Lei per prima, dimostri di voler essere la Presidente di tutti, accogliendo il contributo di tutte le persone di buona volontà.

Segnalare criticità ed elargire consigli, avanzare proposte concrete, all’interno delle istituzioni in cui siamo stati democraticamente eletti, è un dovere morale ancor prima che politico, non va vissuto come lesa maestà. Il fatto di aver visto in diversi casi accolte, anche se non riconosciute, le nostre proposte sia in ambito sanitario che in quello economico, ci ha fatto solo piacere, a dimostrazione della positività dei nostri contributi. Non ci aspettavamo, né ci aspettiamo, un plauso da Lei, ma ci appare quantomeno ingenerosa questa sua indifferenza. Le abbiamo scritto, telefonato e l’abbiamo contattata a più riprese per sollecitare un incontro ma non abbiamo ricevuto neppure un segno di cortese risposta.

Per questo, sentiamo il dovere di rappresentare pubblicamente e direttamente ai cittadini umbri queste nostre posizioni perché possano comprendere fino in fondo la realtà dei fatti e trarne le loro conclusioni.

Coronavirus, Gruppo PD: la Giunta chiarisca sulle misure da applicare per la gestione emergenza polo ospedaliero di Orvieto

Coronavirus, Gruppo PD: la Giunta chiarisca sulle misure da applicare per la gestione emergenza polo ospedaliero di Orvieto

La Giunta Regionale deve chiarire quanto prima, alla luce delle criticità emerse nel territorio, quali misure si intende applicare per la gestione dell’emergenza Covid-19 nel comprensorio orvietano. In particolare per quel che riguarda polo ospedaliero di Orvieto, che rappresenta un presidio strategico in un territorio ben collegato con la bassa Toscana e l’alto Lazio, ma distante dagli altri presidi sanitari umbri.

Come noto, la zona dell’orvietano è stata tra le prime a registrare la presenza di contagi da Covid-19 e, ancora oggi, i dati indicano una presenza relativamente alta di casi positivi in rapporto alla popolazione residente e rispetto al resto del territorio regionale. Particolarmente preoccupanti i contagi riscontrati tra il personale sanitario ospedaliero, tali da aver comportato la chiusura dei reparti di chirurgia e ortopedia e le relative procedure di sanificazione degli ambienti. Nonostante il grande impegno degli operatori sanitari, a cui rivolgiamo il nostro ringraziamento, non risulta ancora definita l’attribuzione dei posti di terapia intensiva spettanti all’ospedale di Orvieto, determinando non solo una situazione di insicurezza nella popolazione, ma anche penalizzando la funzionalità dei vari reparti.

Lo stesso presidio ‘Santa Maria della Stella’ è classificato come struttura ospedaliera con un duplice ruolo: quello di centro dell’emergenza-urgenza e di presidio sanitario territoriale per i cittadini del distretto. Il 5 aprile scorso l’assessore Coletto dichiarò pubblicamente di seguire con grande attenzione la situazione dell’Orvietano, sia quella dell’ospedale che quella dei centri di assistenza territoriale, non specificando però quando e se sono stati attivati percorsi differenziati e dedicati ai pazienti covid, se sono stati adottati protocolli specifici e forniti i dispositivi di protezione individuale sufficienti per la messa in sicurezza dei pazienti e dello stesso personale sanitario.

Il numero dei tamponi effettuati e previsti in quel territorio risulta ancora insufficiente, tanto più se messo in relazione al numero dei contagiati, rischiando così di distorcere anche la fase di monitoraggio prevista nell’ambito dell’emergenza. È urgente sapere se la Regione pensa di potenziare l’attività di screening sui contagi Covid-19 aumentando il numero dei tamponi previsti e introducendo i test anticorpali, qualora validati, anche per la zona dell’orvietano oltre che per tutto il territorio regionale.

I cittadini umbri dell’orvietano aspettano da tempo delle risposte: la Giunta si attiva per fare chiarezza al più presto.

Coronavirus, Gruppo PD: verseremo metà delle nostre indennità. Un segno concreto e solidale a fianco dell’Umbria

Coronavirus, Gruppo PD: verseremo metà delle nostre indennità. Un segno concreto e solidale a fianco dell’Umbria

È il momento di scegliere e di agire, in maniera solidale e concreta a fianco della nostra regione, a sostegno delle persone che in questo momento stanno combattendo questa guerra. Chiediamo perciò alla Presidente, a tutta la Giunta e a tutti i Consiglieri di donare, una tantum, metà della loro indennità per fronteggiare l’emergenza. I consiglieri regionali del Pd lo faranno non appena sarà attivato il conto corrente della Regione Umbria, istituito ieri grazie ad un emendamento inserito nella manovra di bilancio e destinato a raccogliere donazioni destinate all’emergenza Coronavirus.

Da subito ci attiveremo anche per informare tutte le amministrazioni comunali e le altre istituzioni, i riferimenti territoriale e tutti i cittadini per invitarli a contribuire. Al contempo chiediamo alla Regione una gestione trasparente dei fondi e che siano utilizzati prioritariamente per fornire mascherine, camici e protezioni idonee, aumentare il numero di tamponi oltre che sostenere gli operatori e le strutture che stanno eseguendo i tamponi.

In questo momento ci rendiamo conto che la vicinanza istituzionale non basta. Serve un segnale chiaro, possiamo fare qualcosa in più e dobbiamo farlo.

Approvazione Bilancio: da Gruppo PD forte assunzione di responsabilità e senso delle istituzioni

Approvazione Bilancio: da Gruppo PD forte assunzione di responsabilità e senso delle istituzioni

La seduta di ieri del Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità una proposta unitaria riguardante interventi straordinari per fronteggiare gli effetti diretti e indiretti dell’emergenza Coronavirus. Come Gruppo PD, il nostro voto favorevole corrisponde ad una forte assunzione di responsabilità e di senso delle istituzioni, in una fase storica emergenziale in cui occorre dare segnali importanti alla società umbra.

Abbiamo collaborato alla stesura dell’ordine del giorno e lo abbiamo sottoscritto. Avremmo voluto poter fare di più e di meglio, i contenuti non sono quelli con cui noi eravamo partiti e che rivendichiamo come necessari ed urgenti, ma in una situazione emergenziale abbiamo cercato di mediare tra tutte le forze politiche e trovare una sintesi con tutti per dare un messaggio positivo ai cittadini.

Abbiamo consegnato, però, le nostre richieste integrali alla Presidente Tesei con impegni e indirizzi più stringenti, utili per la gestione dell’emergenza. Noi siamo qui per fare la nostra parte: serve un salto di qualità della politica umbra e l’esempio deve partire dalla nostra azione e da come ci comportiamo negli organi istituzionali.

In questo senso vanno lette anche le altre scelte che abbiamo fatto: abbiamo permesso di derogare ad ogni regola per contentire di votare oggi il Bilancio e far uscire l’Umbria dall’esercizio provvisorio che questa Giunta e questa maggioranza avevano scelto pochi mesi fa. È anche la prima volta che l’intera minoranza sceglie di astenersi su una atto così importante. Per noi resta un Bilancio che non corrisponde alla realtà attuale e che non prevede risorse per l’emergenza, il nostro auspicio è che già da domani la Giunta inizi ad apportare le modifiche necessarie per fronteggiare la situazione in cui si trova la nostra comunità.

Emergenza Coronavirus: massima disponibilità del Gruppo PD a collaborare con Giunta e maggioranza per il bene dell’Umbria

Emergenza Coronavirus: massima disponibilità del Gruppo PD a collaborare con Giunta e maggioranza per il bene dell’Umbria

 
Ribadiamo la piena disponibilità a collaborare per il bene dell’Umbria, ma servono misure urgenti sul personale sanitario. Questo è il contenuto della lettera inviata questa mattina alla presidente della Giunta Donatella Tesei e al presidente dell’Assemblea legislativa Marco Squarta, a nome del Gruppo del Partito Democratico e degli altri gruppi di minoranza.
 
Crediamo che questa fase così delicata per tutti noi necessiti del massimo sforzo e della massima unità delle forze politiche ed istituzionali per fronteggiare al meglio l’emergenza sanitaria. Auspichiamo altresì che si possa seguire anche in Umbria il modello già adottato a livello nazionale e, conseguentemente, venga convocato un tavolo di crisi unitario, in cui il governo regionale, possa aprirsi al confronto e al contributo delle forze maggioranza e di opposizione presenti in Assemblea legislativa, oltre che ai rappresentanti del mondo dell’impresa e dei sindacati, perché l’emergenza sanitaria si sta velocemente trasformando anche in una crisi economica.
 
Ribadiamo che ci sono provvedimenti che potrebbero rappresentare un primo segnale di grande attenzione rivolto al sistema sanitario regionale: si proceda celermente e senza indugi con le stabilizzazioni del personale precario e le nuove assunzioni che andrebbero a dare una risposta concreta e tempestiva alla carenza di personale medico, molto sentita da tutti in questa fase. Occorre poi rafforzare e potenziare l’assistenza in terapia intensiva come pure quella di pneumologia e malattie infettive, aumentando il numero dei posti letto e rimodulandoli nella rete delle strutture ospedaliere umbre. Anche destinando un unico polo ospedaliero all’accoglienza dei casi più gravi.
 
Altri provvedimenti, come quelli pensati in favore delle imprese, necessitano di percorsi lineari, definiti e quanto più ampiamente condivisi, perché è troppo alta la posta in gioco e non è ammesso sbagliare.
Coronavirus: NO al gioco delle tre carte da parte della Giunta Tesei

Coronavirus: NO al gioco delle tre carte da parte della Giunta Tesei

Se la Giunta regionale intende davvero adottare provvedimenti urgenti e nuovi insieme a maggiori aiuti effettivi alle imprese, noi saremo pronti a sostenerla con uno spirito di leale collaborazione istituzionale, tanto più in un momento difficile come questo. Ciò che non possiamo fare è accettare un gioco delle tre carte a saldi invariati. In questo momento di difficoltà le imprese umbre hanno bisogno di segnali concreti e tempestivi per garantire i propri lavoratori e assicurare un adeguato livello di liquidità.

Spiace invece constatare che la Giunta regionale, sulla base dell’emergenza sanitaria, intende far passare una mera rimodulazione dei fondi europei, già precedentemente programmati per le imprese umbre, come un nuovo stanziamento di risorse. Tali risorse non potranno peraltro essere disponibili prima di alcuni mesi a causa dei tempi di pronunciamento degli organi europei preposti e non serviranno comunque a coprire i danni subiti dal sistema economico. La Presidente Tesei sa bene che non un solo euro è stato aggiunto rispetto a ciò che era già stato stanziato in passato in favore delle imprese.

Da questo punto di vista riteniamo urgente la richiesta al Governo dello sblocco dei 21 milioni residuati per l’Umbria dagli ammortizzatori sociali non utilizzati, per destinarli alle imprese umbre che si trovano in condizioni critiche a causa dell’emergenza sanitaria. Invitiamo inoltre il Governo regionale a prevedere nel bilancio sgravi fiscali, a partire dai 60 milioni di gettito Irap non destinato alla sanità, per alcune categorie di imprese particolarmente colpite, come quelle del turismo e del commercio legato al turismo.

Provvedimenti reali dunque, non giochi di prestigio.